L’inferno chiamato “patto di stabilità” potrebbe tornare molto presto: obbedite o peggio per voi

Patto di stabilità? Un po' come nell'immaginario degli antichi, c'era il Cerbero che sorvegliava le porte dell'Ade, cioè dell'aldilà.Così il patto di stabilità in...

Normative green e sbarchi ci strozzano, ma della tanto decantata solidarietà europea non c’è...

È sorprendente notare che gli italiani non siano ancora diventati anti-europeisti, nonostante le azioni controverse dell'Unione Europea nei nostri confronti e le politiche autolesionistiche...

Il vero obiettivo nascosto delle norme ESG: in gioco il futuro del 99% delle...

Insisto sul tema ESG perché è la preoccupazione più grande che io ho sul mercato economico e non ne parla praticamente nessuno. Una ulteriore...

Affidarsi al MES: decide la Meloni? Saranno altri a prendere la decisione come accadde...

E anche sulla questione del MES c'è stata una retromarcia da parte di questo governo, non ancora ultimata del tutto.Ma il solo pensiero di...

Non possiamo permettere alle multinazionali di prendere decisioni che spettano alla politica

 Ho parlato recentemente dei problemi posti dalle nuove norme ESG. Fondamentalmente oggi ve ne voglio segnalare tre, particolarmente importanti dal punto di vista della critica che faccio. Primo: qual è il costo di queste normative? Chi paga? Bello parlare del fatto che le imprese debbano rispettare l'ambiente, la società e via discorrendo. Ma qual è il costo? Ecco, il costo è asimmetrico perché si parla di portatori di interesse, cioè si parla del fatto che le imprese debbano ascoltare con comitati d'ascolto tutti i portatori di interesse.Ma chi paga queste cose? Cioè il tempo dedicato, scusate, a queste questioni, ma chi lo paga? E c'è un problema qua. Il fatto metodologico, non sono stati sentiti gli imprenditori, quindi la procedura di ascolto vale per tutti, tolto per i primi destinatari di queste normative, che sono appunto gli imprenditori. Si assisterà a un teatrino della politica con audizioni parlamentari dopo che sono state fatte le cose, quindi ormai non c'è più possibilità di intervenire.La seconda critica che faccio riguarda proprio il ruolo della politica. Perché? Beh perché di fatto io leggo per esempio con stupore che si ritiene che cento grandi imprese del mondo dovrebbero riunirsi e decidere cosa pensarne di ambiente o di società. Beh, io aborro questa situazione perché mi piacerebbe poter decidere di vivere in un posto dove ambiente e società sono decisi non dalla Coca-Cola o dalla Apple, ma dai rappresentanti politici di un sistema parlamentare che io magari posso eleggere, mentre invece questa visione che cento grandi imprese del mondo decidano la politica del pianeta è una visione elitaria che mi fa tornare indietro ai tempi degli assiri babilonesi. Ci sono voluti millenni di sangue per ottenere la democrazia, questo è molto grave. La terza critica che faccio riguarda la simmetria della situazione, cioè le norme ESG sono state pensate per un sistema internazionale molto diversificato. L'Italia, per esempio, ha un sistema bancocentrico e un sistema fatto di family business delle aziende, per cui pensare di poter imporre delle norme che possono andare bene magari per un sistema di multinazionali e non per un paese che ha circa il 99% di piccole, micro e medie imprese, beh, significa avere una visione molto miope e distorta della realtà. Per cui il costo del denaro, inteso proprio come costo del capitale, potrebbe diventare asimmetrico tra l'Italia e altri paesi del mondo, quindi l'impatto di costo di queste normative potrebbe essere molto grave e penalizzante per il nostro paese. Queste sono prime tre considerazioni critiche che faccio, ce ne saranno altre.

Il prossimo sistema UE travolgerà tutto molto presto: economia e libertà esposte a rischi...

Il tema economico di maggiore importanza in questo momento riguarda le norme ESG, "Environment, Social and Governance". Si tratta di un sistema di norme...

Allarme conti pubblici? ▷ Borghi sfata il mito deficit: “Vi spiego perché non è...

Fino a poco fa l'andamento dell'economia e lo stato di salute delle imprese erano equilibrate, sia da un punto di vista del deficit che...

La lotta per il salario minimo è l’ennesima prova di incoerenza della sinistra

Uno dei cavalli di battaglia della odierna New Left ultraliberista e postmarxista è, come è noto, la richiesta del salario minimo. Una richiesta che viene utilizzata in maniera altamente ideologica contro il governo della destra bluette neoliberale, capitanato da Giorgia Meloni. Una richiesta sacrosanta mi permetto di aggiungere.Il salario minimo è infatti un punto di partenza, non di arrivo, per la tutela dei diritti dei lavoratori in Italia. Indi per cui la lotta per il salario minimo è, ripeto, sacrosanta. Quello che ci permettiamo, come subito diremo, di contestare, è il modo con cui le sinistre fucsia stanno conducendo questa battaglia. Anche i sindacati naturalmente sono schierati a spada tratta in difesa del sacrosanto salario minimo garantito. Nulla da eccepire su questo punto. Peccato però, e qui vengo al dunque, che quando la sinistra era al governo negli anni scorsi non abbia mai fatto letteralmente nulla per introdurre il salario minimo, che anzi ha variamente avversato.Pensate che in un articolo apparso nel 2019 su Il Manifesto, giornale non certo sospetto di nemicizia rispetto alle sinistre neoliberali, addirittura si spiegava per quali ragioni a quel tempo i sindacati fossero contrari all'introduzione del salario minimo. Sì, avete capito bene, la CGL ad esempio nel 2019, stando al manifesto, era contraria all'introduzione di quel salario minimo che oggi difende a spada tratta contro la destra bluette neoliberale di Giorgia Meloni. Insomma, siamo alle solite, possiamo ben dire. Al di là del vitreo teatro della contrapposizione ideologica tra la destra e la sinistra, regna in contrastato e sovrano il partito unico articolato del Capitale, partito unico del capitale che si riproduce mediante la finta contrapposizione tra una destra e una sinistra, egualmente interne allo stesso ordine neoliberale. Come peraltro limpidamente affiora dalla tragica vicenda del salario minimo che in realtà né la destra né la sinistra vogliono realmente introdurre.E qui sta il paradosso tragicomico della situazione odierna. Le sinistre contestano alle destre di non aver introdotto finora quel salario minimo che esse stesse sinistre quando erano al governo mai hanno introdotto e che anzi hanno avversato. Voi capite che una situazione pirandelliana di questo tipo è altresì sconcertante e ci rivela una cosa in maniera ad Amantina che destra e sinistra non tutelano a ugual titolo gli interessi dei lavoratori e che anzi per riprendere una geografia politica alternativa destra e sinistra rappresentano l'alto contro il basso vale a dire il capitale contro il lavoro il patriziato cosmopolitico no border contro le classi nazionali popolari che vivono del loro lavoro questo è il punto fondamentale destra e sinistra debbono essere superate per ripensare nuove categorie di emancipazione del basso e dei lavoratori.

La litania europea ci ha indottrinati: permettiamo a paesi come la Germania di agire...

Qualcuno continua a credere che la Germania sia più brava di noi "perché loro hanno fatto le riforme quindi "la loro economia è forte" insomma tutta quella litania che ormai da 20 anni ha indottrinato i cervelli dei non pensanti. La Germania invece registra un periodo negativo, un altro trimestre di crescita economica stagnante, con il PIL che si ferma allo 0% netto nel secondo trimestre, influendo negativamente sull'euro che continua a scendere. Settori come il commercio, i trasporti, i servizi pubblici registrano una diminuzione del valore aggiunto, mentre i prezzi alti influenzano i consumi privati. La disoccupazione aumenta leggermente e la produzione industriale tedesca registra un calo, prevedendo una battuta d'arresto anche per l'intera Eurozona, perché chiaramente la Germania è un po' il capo dell'Eurozona. Il governo tedesco, guidato da Scholz, è considerato fragile. e questa situazione potrebbe influire sulla trattativa per la riforma del cosiddetto patto di stabilità e di crescita, ipotizzando un possibile scambio tra Germania e Francia per sostenere le reciproche economie. Vi segnalo che questo avviene dagli anni Ottanta, da quando la Germania e la Francia crearono l'Europa come la loro volevano, a loro immagine e somiglianza, per tagliare fuori il terzo concorrente che era l'Italia. Ci fu un accordo tra Kohl e Mitterrand all'epoca, Questa situazione evidenzia l'instabilità del sistema europeo, mi permetto di aggiungere anche l'ingiustizia del sistema europeo e il fatto che l'eurozona rappresenti un fattore di instabilità per l'intera economia mondiale. Il governo italiano deve cercare di ottenere delle contropartite riguardo al tema del debito, ma malgrado questo, quest'ultimo viene ancora collocato senza problemi, il che potrebbe indicare un sostegno silenzioso da parte di altri paesi per in qualche modo ridurre lo strapotere tedesco. Insomma, tornare ad applicare il patto di stabilità significherebbe rimettere la camicia di forza all'economia nazionale e provocare di fatto un ulteriore aggravamento di quella che ormai hanno capito tutti essere non una crisi ma una vera e propria recessione. Il mio parere è che perseverare diabolicum, cioè errare humanum est, ma noi ormai da 20 anni in questa litania europea, viva l'euro, viva l'Europa Unita eccetera, ci siamo lobotomizzati il cervello, siamo ormai abituati a pensare che sia giusto così, che alcuni come la Germania possono fare cose che altri invece non possono fare, e che in questa Europa a due, tre, quattro velocità ci possano essere delle unioni laddove invece ci sono solo delle evidenti differenze.

Stangata in arrivo: la direttiva UE sulle case green è già una patrimoniale contro...

La futura direttiva europea sugli edifici green si è già praticamente trasformata in una vera e propria patrimoniale contro gli italiani. Andiamo più nei...

Lagarde colpisce ancora sull’inflazione: il rialzo dei tassi metterà tutti alle strette

La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha sottolineato l'importanza della lotta all'inflazione in un periodo di incertezze e cambiamenti profondi, con questo...

La Germania trucca i conti ▷ La sfuriata di Rinaldi: “L’hanno fatta sporca, hanno...

I tedeschi hanno sbagliato qualcosa con i conti pubblici. La corte dei conti tedesca dice che il bilancio pubblico manca di alcune spese che...

Arriva il dato che sfata il mito degli evasori fiscali in Italia (sbagliato dal...

I lettori del Corriere della Sera sono rimasti sorpresi quando durante il mese di agosto hanno scoperto che le entrate tributarie contributive del primo...

Svolta ESG: Coca Cola, Apple & Co stanno per decidere obblighi e sanzioni sulla...

Questa visione delle ESG (Environmental, social, and corporate governance) in cui i portatori di interesse sono messi sullo stesso piano delle imprese ha un...

L’impresa fa gli interessi di tutti, ma chi fa gli interessi dell’impresa?

L'economia umanistica che sostanzialmente vorrebbe che tutta l'economia diventasse un qualche cosa di pertinenza, dei rapporti equilibrati tra l'impresa e il suo mondo. In un mondo idilliaco in cui tutta l'economia un qualcosa di pertinenza, di rapporti equilibrati tra impresa e il suo mondo, devono decidere per l'impresa i portatori di interesse, dell'ambiente, gli enti pubblici, gli enti locali, i rappresentanti di tutte le categorie, dei fornitori eccetera. Io parlo con gli imprenditori, io di mestiere aiuto gli imprenditori a fare scelte strategiche, consulenza strategica. Ora, coloro che scrivono di economia, avendola studiata sui libri, coloro che non hanno mai messo una firma in banca, mai rischiato il proprio capitale, mai sottoscritto una fideiussione o rischiato la propria casa per un mutuo aziendale, mai rischiato di perdere tutto per le pretese di un fisco cannibale, vorrebbero che coloro che fanno questa vita la dedicassero agli altri, come novelli San Francesco.  Stuoli di burocrati, soprattutto europei, predicano la creazione di valore condiviso, dimenticando per un attimo, ma giusto un attimo, visto che ad oggi non mi risulta, nessuno lo abbia ricordato, che si trascura un dettaglio e cioè la condivisione del rischio di tale risultato, che sarebbe asimmetricamente posto solo sui primi e non sui secondi. I primi sono gli imprenditori, i secondi sono i portatori di interessi diffusi, cioè sivorrebbe che il destino delle imprese fosse nelle mani di tutti coloro che sono portatori d'interesse nei confronti di quell'impresa, il che vuol dire tutti, perché anche chi attraversa in questo momento la strada è portatore di un interesse, perché è un consumatore, perché vive in un certo ambiente, perché fa parte di una certa società. Ma qual è il punto che io osservo in questa critica? Che ci sono uomini, che si chiamano imprenditori, che dedicano la loro vita rischiandola, rischiando patrimonio, case, capitali, fisco, eccetera, e altri che beneficiano di questi interessi diffusi. Allora, come si fa a dimenticare questo piccolo dettaglio? Come si fa a mettere tutti sullo stesso piano e a dire che sulle decisioni dell'impresa devono pesare gli interessi diffusi di tutti coloro che con quest'impresa hanno dei contatti? Ci sono già le leggi. Attenzione, chi vi parla è stato uno dei primi che ha fatto una istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta contro un'azienda di Stato inquinante.Chi vi parla viene dal mondo contadino. Chi vi parla è a favore dell'ambiente. Ma come si fa ideologicamente dalle sedie dei burocrati ad...

Ipocrisia europea, pensano di ribaltare le leggi alla base dell’economia per salvare l’ambiente

L'idea generale delle nuove norme ESG è che l'economia dovrebbe diventare una cosa nella quale le imprese si occupano dell'ambiente e del sociale. Tutto...

L’economia da privata a pubblica: quali sono le vere priorità di un’impresa

Peter Drucker nel 1954 scriveva che la primaria responsabilità di un'impresa è quella di risolvere i problemi dei propri clienti, di rispondere ai problemi...

Piccole e medie imprese in pericolo: vivremo una crociata ideologica sull’ambiente

Environment,Social and Governance è una materia che sta per arrivare su tutte le imprese e anche le famiglie italiane di conseguenza e non possiamo non rilevare come l'Unione Europea abbia adottato un approccio di tipo ideologico alla materia. Più precisamente, l'ideale politico, quasi portato avanti ad ogni dichiarazione come una sorta di crociata occidentale, tende a porre l'Unione Europea come leader mondiale nella realizzazionedegli obiettivi del Patto sul Clima. La stessa Ursula Von der Leyen, presidentessa della Commissione Europea, ha avviato il pro prio mandato con il valore politico del cosiddetto Green New Deal, cioè l'accordo del Verde.Di qui sono continuati una serie di enunciati e proposizioni politiche, impattanti ad ogni livello normativo, che assumono che nel 2050 non ci siano più emissioni inquinanti sull'effetto Serra, la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse naturali e nessuna persona, nessunluogo siano trascurati. Queste le ideologie alla base. Così i 27 Paesi membri hanno assunto degli impegni sull'impatto climatico, zero nel 2050, si sono impegnati a ridurre le emissioni del 55% rispetto ai valori del 1990 entro il 2030. In questa crociata ideologica si è deciso di azzerare le emissioni prodotte dalle nuove automobili entro il 2035. Ora, se è ben chiaro l'assuntoideologico ed ecologico, che sposa una delle molte teorie possibili e scientifiche, mi pare chiaro molto meno il risultato economico. Da che mondo è mondo, le imprese producono reddito, ma devono produrre reddito prima di tutto per sé.Questa crociata ideologica che sta per arrivare, anzi è già arrivata, dirà che sostanzialmente tutte le piccole, medio e in futuro anche le micro imprese, credo, dovranno rispettare questo tipo di impostazione ideologica sull'ambiente, sul governo della società e sulla società stessa. Pena? Beh, per esempio le banche non daranno più credito. e tutta la filiera sarà coinvolta, cioè se tu sei una piccola media impresa ma lavori per una grande impresa, dovrai rispettare queste norme. Se tutti dovranno rispettare questi paletti, quale sarà l'elemento differenziante delle imprese? Perché mai bisognerebbe creare per questa via più posti di lavoro e più ricchezza? 

ESG, il sistema di norme liberticide che sta per cascare sulle nostre teste

Bisognerebbe riconoscere la modernità del pensiero di Vilfredo Pareto, uno dei più grandi economisti italiani, che agli inizi del Novecento disse "l'80% delle nostre...

Stanno per arrivare nuove regole liberticide: le norme ESG sbarcheranno anche in Italia

Che sia in atto un piano di occupazione dello spazio economico attraverso un sistema di norme definite "ESG", Environment, Social and Governance, è mia...

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