Meluzzi illuminante sulla censura ▷ “Ecco le tre verità che il potere tenta di...

Stiamo vivendo l’epoca del cambiamento. Questa è l’unica verità sotto gli occhi di tutti, il resto è soltanto incertezza. La pandemia ha dato il...

Davvero in massa stanno lasciando l’indeterminato? ▷ Balzano a Repubblica: “La realtà è ben...

Gli italiani, soprattutto i più giovani, non sarebbero più attratti da un lavoro a tempo indeterminato. E anzi, chi ha un contratto stabile, preferisce...

Ci stiamo accorgendo che quello che vale per i clandestini oggi non valeva per...

Abbiamo visto come alcuni giudici italiani, per impedire al governo di trattenere dei clandestini all'interno dei centri per i rimpatri, ci hannofatto sapere quanto le libertà personali siano assolutamente inviolabili. Dove erano questi giudici quando con dei semplici dpcm hanno chiuso gli italiani all'interno delle proprie case, privando gli italiani delle loro libertà? Dove erano questi difensori della nostra carta costituzionalequando veniva impedito a dei lavoratori senza una tessera verde di poter raggiungere il proprio posto di lavoro? Dove erano questi difensori quando quella Costituzione veniva calpestata? e invece ci accorgiamo oggi che quello che vale per i clandestini oggi non valeva per gli italiani ieri e probabilmente non varrà per gli italiani domani quanta ipocrisia da parte di questa sinistra ideologizzata e da parte di questa magistratura che altro non è che una succursale di questa sinistra globalista. Ma di novità ne abbiamo tante. Altra cosa sulla quale volevo porre la vostra attenzione, sempre che riguarda la questione migranti indirettamente, è il fatto che ancora oggi non sono stati consegnati al Presidente della Tunisia i 200 milioni di euro che gli erano stati promessi con un memorandum sottoscritto per l'impegno a bloccare le partenze dei migranti dalla Tunisia. Signori, 200 milioni di euro, una cifra che per l'Unione Europea è assolutamente irrisoria, una cifra che fa ridere eppure ancora non gli sono stati dati. Qualcuno dice che le perplessità nascono dal fatto che la Tunisia non sia un paese democratico. Bene, nel 2016 su Input della Germania abbiamo dato come Unione Europea 6 miliardi di euro a Erdogan altro che democrazia quella turca,6 miliardi di euro non 200 milioni di euro, 6 mila milioni di euro per far sì che Erdogan bloccasse l'esodo dei siriani che potevano raggiungere la Germania. Quindi quello che sta accadendo oggi in Italia ai danni del nostro paese è un chiaro segnale che qualcuno ha iniziato in Europauna campagna elettorale sulla pelle degli italiani. Infatti, lo abbiamo visto, le confessioni della Germania, il cui ministro ha raccontato che loro finanziano delle ONG battenti bandiera tedesca che operano nel Mediterraneo e che portano i migranti in Italia. La Francia respinge con i droni i migranti che dall'Italia vorrebbero entrare. In Francia tutti chiudono le frontiere lasciando solamente l'Italiaa farsi carico di questo dramma. La Matrix Europea - La verità dietro i giochi di potere con Francesco Amodeo

Tragedia a Mestre: giallo sul malore dell’autista, ma basta commenti politici

Tragedia a Mestre, sul Corriere della Sera si legge 'Il bus precipita, è una strage'. Il mezzo cade dal cavalcavia e prende fuoco, più...

Inflazione: il linguaggio aggressivo di Christine Lagarde ormai è sovrastimato

Oggi parliamo dello spread. Un po’ come successe nel 2011, non è ormai più un mistero il fatto che in Italia e anche a Bruxelles ci sia un partito trasversale che tifa forza spread. Avvenne nel 2011 con esiti che ancora ricordiamo, avvenne nel 2018, lo ricorderete, con il primo governo giallo-verde, cioè Lega e 5 Stelle. Seppure con notevoli differenze rispetto a quei due episodi, quello che portò poi al Governo Monti e quello che poi fece cadere il primo governo gialloverde. Ci risiamo, cioè ancora questa volontà italiana di farci del male. Per esempio su Repubblica alcuni giorni fa ha perso un titolo che offriva un'immagine esemplificativa della bagarre che attende il governo nelle prossime settimane e il recente contesto di aumento generalizzato dei tassi di interesse è provocato da aggressive dichiarazioni sul livello del futuro dei tassi provenienti da esponenti della Federal Reserve americana e della Banca Centrale Europea dove il BTP, cioè i buoni del tesoro pluriennali, ha mostrato maggiore sensibilità al rialzo rispetto al Bund, che è l'omonimo decennale tedesco. Ma se noi guardiamo indietro di un anno, il BTP decennale offriva lo stesso rendimento di oggi, mentre il Bund tedesco è saluto dal 2,20 al 2,85%. Per questo motivo lo spread è sceso di 60 punti da circa 255 a circa 195 in questi giorni. Ovviamente bisogna anche ricordare che il 4,7% di un anno fa si registrò con una inflazione record che era quasi al 12% su base annua e con la Banca Centrale Europea che era impegnata a rialzare i tassi a colpi di 75 punti base alla volta. Oggi la situazione è un po' diversa perché siamo con un'inflazione al 54% ad agosto naturalmente, sto dicendo gli ultimi dati noti, e probabilmente potrebbe esserci un calo ad ottobre e quindi quel rendimento potrebbe diventare un richiamo interessante. Insomma l'impressione che in questi giorni gli investitori abbiano sovrastimato le recenti parole di Christine Lagarde che ancora usa un linguaggio aggressivo e non si convinca che non può più seguire la politica monetaria della Fed, cioè della banca centrale americana, perché ci sono grandi differenze storiche e prospettiche sulla ragione dell'inflazione. La nota che vi voglio dare è che continuiamo sempre a parlare di finanza. Abbiamo dei governi che ormai da vent'anni in Italia non capiscono che bisogna cambiare completamente il piano economico. Dobbiamo tornare a parlare di famiglie e soprattutto imprese, perché sono le imprese che creano i posti di lavoro e creano i prodotti e i servizi. Continuare a parlare di finanza per la finanza non ci farà uscire dalla situazione. Malvezzi Quotidiani - L'economia umanistica spiegata bene con Valerio Malvezzi

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Accampamenti per acquistare il nuovo IPhone: Dubai come paradigma dell’occidentale capitalistico

In coda tutta la notte con sedie e coperte per poter acquistare in anteprima l'ultimo modello di IPhone. Sembra una pagina di un romanzo distopico come 1984 di Orwell o come Il Mondo Nuovo di Huxley e invece è la nostra realtà quotidiana, che con tutta evidenza contribuisce a rendere sia Orwell sia Huxley dei dilettanti perché la realtà di cui siamo abitatori oggi ha ampiamente superato quanto a livello distopico le narrazioni dei romanzieri che hanno provato a tratteggiare distopie nel Novecento. Quanto abbiamo poc'anzi descritto per sommi capi è accaduto realmente nei giorni scorsi a Dubai, dove effettivamente si è venuta formando una coda lunghissima con persone che hanno trascorso l'intera nottata con sedie coperte per potersi accaparrare l'indomani all'apertura dei negozi l'ultimo modello di iPhone. È quanto viene trasmesso dai principali quotidiani che naturalmente si limitano a dare la notizia senza corredarla del commento critico che pure sarebbe necessario fare. Con una semplice espressione si potrebbe ragionevolmente dire che è l'ennesima manifestazione del tramonto dell'Occidente, per dirla con Oswald Spengler. Che se ne dica, infatti, Dubai rappresenta il non plus ultra del paradigma occidentale capitalistico, e ciò del tutto a prescindere dalla collocazione geografica, naturalmente. La folla solitaria degli ultimi uomini, nell'accezione di Friedrich Nietzsche, attende con trepidazione l'acquisto dell'ultimo prodotto della religione del capitale, il nuovo Sancta Sanctorum postmoderno. Anche per questo non possiamo che dare ragione a Walter Benjamin, che nel Novecento ebbe una intuizione profondissima, quella secondo cui il capitalismo è, a tutti gli effetti, una religione. Una religione che non ha una dogmatica ma un culto ininterrotto, che ci rende di fatto tutti adepti di una religione della immanenza, che non prevede l'esistenza della trascendenza e che anzi si fonda sempre più sulla rimozione di ogni trascendenza. Una religione che ci rende cultori di un'operazione ribadita quotidianamente, quella del consumo. Una religione che promette la salvezza legandola all'oggetto che appare come merce nella sfera della circolazione e che, lungi dal produrre la salvezza, si esaurisce per poi riapparire sempre di nuovo nella sfera della circolazione con la medesima promessa di salvezza. È questo, sostanzialmente, il tratto contraddittorio della civiltà dei consumi. Religione che promette al consumatore la piena soddisfazione, la piena salvezza, perseguendo in realtà ogni volta l'obiettivo opposto, che il consumatore non sia mai salvato e non sia mai soddisfatto, a ciò che torni sempre di nuovo ad acquistare la nuova merce, il meglio che la religione del tecno capitale possa offrirgli. Radioattività - Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro

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