Dopo il corteo contro il caro vita del 17 ottobre a Milano, con le vetrine sfondate e il negozio Foot Locker di San Babila assaltato, il centro è tornato nel caos anche il giorno dopo: nel pomeriggio del 18 ottobre sono stati 160 i giovani portati in questura, l’80% minorenni secondo le cronache. La premier Giorgia Meloni ha convocato una riunione sull’ordine pubblico. Sul rapporto tra giovani e società è intervenuto lo psichiatra Paolo Crepet, in diretta ai nostri microfoni.
Responsabilità
Gli adulti si scandalizzano davanti ai ragazzi che sfondano le vetrine, ma Paolo Crepet li invita a guardare alle proprie responsabilità: “Abbiamo decretato noi il cambiamento dell’età evolutiva. L’abbiamo voluto noi“. Secondo lo psichiatra, la società ha anticipato l’ingresso dei giovani nel mondo adulto senza riconoscere loro un ruolo pieno.
Da qui la proposta: maggiore età a 16 anni, con tutte le libertà e le responsabilità che comporta. “Puoi firmare un contratto di lavoro, puoi firmare un contratto di affitto di una casa, puoi andare a votare, puoi fare tutto ma sei anche responsabile di tutto quello che fai“. Una scelta che la politica, accusa, non ha il coraggio di affrontare, limitandosi alla patente a 17 anni: “Una timida proposta che mi sembra veramente quasi una presa in giro“.










