Un avversario pericoloso dalla qualità indiscutibile, sia per la fluidità della manovra che per le qualità di alcuni singoli; l’incognita della lunga sosta e dei tanti nazionali in giro per il mondo; i dubbi seminati presso i sostenitori partenopei dalle prime cinque giornate di campionato. Una ripartenza in salita per il Napoli di Massimiliano Allegri, contro un Frosinone che dopo aver subito due gol ha offerto una versione ancora più riconoscibile e pericolosa della sua identità.
De Bruyne e compagni hanno disputato una partita all’insegna d’una doppia consapevolezza: dei pericoli rappresentati dall’avversario e della propria consistenza tecnica, attraverso la quale ritrovare autostima.
A un certo punto ci viene la tentazione di titolare, parafrasando Tiziano Ferro, “Sere Neres” per come e quanto il numero sette di Allegri riempie il campo. Quando, però, il brasiliano esce al minuto 61, comprendiamo che la serata per il Napoli non è più quella della ripresa del campionato: è un nuovo inizio di stagione; qualcosa di più con “qualcuno” in più e non certo uno qualsiasi. Torna Scott McTominay, una grande notizia per il Napoli e al tempo stesso una nota di conforto per il campionato italiano. Invocato dal “Maradona” sin dalla lettura dei componenti della panchina, quando si accende il numero 8 sulla ruota del rientro più atteso, è come se ogni tifoso azzurro sentisse una mano sulla spalla in segno di conforto.
Il Napoli la partita la porta a casa, il
2-0 viene arrotondato fino alla doppietta di De Bruyne, anche grazie alla corsa intelligente e alla distribuzione di palla a uno o due tocchi che lo scozzese, pur chiaramente non al massimo della brillantezza, mette al servizio dei compagni che hanno ritrovato un sentiero di palleggio più comodo in mezzo alla boscaglia della faticosa manovra che aveva contraddistinto l’inizio di stagione.










