Intervista al sindaco di Roma Gualtieri ▷ “Ciclabili? Non mi pento…e Mamdani vuole copiarci!”

Dopo quasi cinquant’anni Roma ha una nuova mappa ufficiale dei quartieri, approvata dall’Assemblea Capitolina: 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali. Una geografia aggiornata che racconta una città cambiata, tra periferie da riqualificare, pressione sugli affitti e mobilità da ripensare. Su questi nodi si misura il bilancio del sindaco Roberto Gualtieri, ospite di Ilario Di Giovambattista a Radio Radio Lo Sport.

Periferie e fiducia

Il cambio di passo, per il primo cittadino, è prima di tutto di clima: «abbiamo restituito ai romani la fiducia che le cose a Roma si possono fare». Dalla Vela di Calatrava, da rudere a sede di grandi concerti, ai parchi d’affaccio sul lungotevere, la parola d’ordine è riqualificazione. Il grosso dell’impegno, spiega Gualtieri in diretta ai microfoni, riguarda le periferie: «dove stiamo investendo più risorse e più impegno è proprio nelle periferie», da Corviale a Tor Bella Monaca. Sul verde, il piano prevede 20.000 nuovi alberi quest’anno, dopo i 74.000 già piantati.

Capitolo a parte per Quarticciolo, dove le competenze si dividono tra Comune e Regione. La ricetta passa da più fronti: polizia, recupero dei luoghi e progetti sociali, perché «il lavoro è la cosa fondamentale». Previsti un centro culturale nei magazzini dell’Opera di Roma, campi sportivi e scuole rinnovati.

Casa, trasporti e ciclabili

Sul caro affitti il sindaco rilancia l’edilizia residenziale pubblica e sociale, con l’obiettivo di tenere il canone entro il 30% dello stipendio. Stesso ragionamento per un trasporto pubblico a 50 euro l’anno: servirebbero 5 miliardi, quanto costa un taglio di 17 centesimi all’accisa sul diesel, ma l’effetto sulle tasche sarebbe ben maggiore.

Sulle ciclabili nessuna marcia indietro, salvo qualche errore di progettazione già corretto: serve una rete, senza ideologie e senza essere contro l’auto, perché «il problema è che sono poche, non è che sono troppe». Sui taxi, rivendica le mille licenze aggiunte senza un’ora di sciopero.

Il giudizio finale è netto: la città è migliorata e può crescere ancora, perché «quando Roma fa Roma non ce n’è per nessuno, come si dice».