JUVENTUS-INTER – Ai vertici del calcio italiano continua a tenere banco il caso Giovanni Malagò. Dopo l’elezione a presidente della FIGC del 22 giugno 2026, l’ex presidente del CONI è finito al centro di un confronto sul requisito del tesseramento federale: Malagò non era tesserato FIGC al momento della candidatura. La questione, sollevata attraverso i ricorsi di Renato Miele, ha portato a un confronto tra gli organi della giustizia sportiva.
A settembre, la Procura FIGC aveva proposto l’archiviazione dell’indagine, sostenendo che l’essere “in regola con il tesseramento” non imponesse necessariamente il possesso della tessera al momento della candidatura. La Procura generale dello Sport ha però chiesto ulteriori chiarimenti e successivamente ha rimesso al CONI la verifica sull’operato della Federazione durante l’iter elettorale.
Malagò ha definito la vicenda una “dinamica interpretativa“, ribadendo la propria tranquillità. Nel frattempo, la Lega Serie A ha confermato il proprio sostegno al presidente federale.
“Juventus-Inter 9-1: dopo 65 il problema è ancora lo stesso”
È proprio da questa situazione che parte la provocazione di Sandro Sabatini, che a Radio Radio Lo Sport guarda indietro di 65 anni. Il riferimento è al celebre Juventus-Inter del 1961: la partita fu sospesa per un’invasione di campo, inizialmente assegnata a tavolino all’Inter e poi fatta ripetere dopo il ricorso della Juventus. In quel momento, Umberto Agnelli era presidente della FIGC e della Juventus.
La ripetizione, ormai inutile per la classifica, vide l’Inter schierare i ragazzi della Primavera per protesta: finì 9-1 per la Juventus.
Sabatini utilizza proprio quel precedente per costruire il parallelo con l’attualità: “Il presidente della Federazione si chiamava Agnelli“, ricorda, prima di sottolineare come la storia del calcio italiano sia piena di nomine e interpretazioni regolamentari destinate a generare polemiche anche a distanza di anni.
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