ELKANN – Il nono bilancio consecutivo in rosso, con una perdita di 66 milioni al 30 giugno 2026, la Champions League mancata nell’ultima stagione e un nuovo aumento di capitale fino a 250 milioni proposto dal Cda: per la Juventus la ripartenza passa ancora dalla cassa di Exor, che ha già annunciato un anticipo di 60 milioni. “Ancora una volta la famiglia dà prova del suo forte legame con la Juventus“, si legge nella nota diffusa dopo il Consiglio.
Il metodo perduto
“Andrea Agnelli lascia la Juventus e lì ripartono i guai della Juventus“: la lettura di Nicola De Bonis arriva in diretta a Radio Radio Lo Sport, a margine dell’aumento di capitale deciso da Exor. Per il giornalista, con l’uscita di scena di Andrea Agnelli nel novembre 2022 si è dissolto un modo di stare nel calcio. “C’era un metodo e una tradizione juventina che non c’è più in assoluto, quella di portare a casa le vittorie cercando di far quadrare i bilanci“.

Il meccanismo era semplice: “Primo anno si vince lo scudetto con Conte, entra qualche quattrino. Il secondo anno si torna in Champions stabilmente, entrano altri quattrini“. Un’idea di crescita graduale, guidata da Giuseppe Marotta e dallo stesso Agnelli: “È Andrea che cambia la rotta insieme ovviamente a Giuseppe Marotta e Fabio Paratici“.
La domanda su Elkann: “Ama davvero la Juventus?”
Oggi il problema, a suo giudizio, è chi guida il club. “La Juventus deve essere messa in mano a gente che conosca la Juventus profondamente“, avverte De Bonis, e le risorse messe sul tavolo non bastano da sole: “Questi soldi devono essere spesi intelligentemente“.
Il dubbio riguarda la proprietà, e il presidente di Exor in particolare: “La domanda è questa: John Elkann ama la Juventus veramente?“.
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