Il 9 ottobre l’Ofac, l’ufficio del Tesoro americano che gestisce le sanzioni, ha emesso la licenza generale 135. Fino al 7 aprile 2027 sono autorizzate la vendita e l’importazione di gasolio russo, anche negli Stati Uniti, dopo l’annuncio di un’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin. Si tratta di una deroga temporanea, mentre le sanzioni di Unione europea e Regno Unito restano in vigore. Il senatore democratico Richard Blumenthal l’ha definita un “tentativo mal dissimulato” di attenuare gli effetti della guerra in Iran. Intanto Bruxelles ha approvato a gennaio lo stop graduale al gas russo: dal 2027 per il GNL, dall’autunno 2027 per quello via gasdotto.
Gasolio e GNL, chi fornisce cosa
Sul prezzo del gasolio, la lettura di Manlio Di Nucci è netta: “Quindi due fattori: uno, l’errore di aver chiuso impianti per la produzione di gasolio, e questo è un errore nostro anche in Italia, e due, il blocco del gasolio che prima veniva dalla Russia.” Poi i numeri Eurostat portati in trasmissione: “Nel 2021 la Russia era il maggiore fornitore esterno di gasolio dell’Unione Europea, arrivando a coprire circa il 40% delle importazioni UE di questo carburante.”
Sul GNL, Di Nucci cita le stime dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis: “Nel 2030 la UE potrebbe importare dagli Stati Uniti fino al 75-80% del proprio GNL rispetto al 58% del 2026.” E sul Nord Stream, richiamando i colloqui dell’8 ottobre su un investitore americano riportati dalla Reuters: “Prima si sabota il Nord Stream, poi si dice, ma si potrebbe anche riaprire. Un momento, ma ci deve essere la mano degli Stati Uniti che prendono il gas russo e lo rivendono a noi europei.”
Italia, South Stream e interesse nazionale
Il bilancio sul South Stream è tutto nelle parole di Di Nucci: “L’Italia perde non solo contratti per miliardi di euro, ma la possibilità di avere sul proprio territorio l’hub di smistamento di gas russo in Europa.” In trasmissione è stato mandato in onda un intervento alla Camera di Giorgia Meloni, che chiedeva di difendere “i nostri interessi invece di fare i servi sciocchi di interessi altrui.”
Da qui l’interrogativo finale di Di Nucci: “Perché il governo italiano, ritornando a una posizione realmente sovranista, positiva in questo caso della Meloni, non fa lo stesso? Perché non sblocchiamo le importazioni dalla Russia a partire dal gasolio e risolviamo i nostri problemi fondamentali?”










