Francesco Rucco, il sindaco di Vicenza, ha bandito alcune piccole strutture commerciali nel centro della città: kebab, negozi etnici, bigiotterie, cineserie ecc. Tale provvedimento è stato attuato a fini di riqualificazione e valorizzazione del centro storico della città.

Le polemiche al riguardo non sono state poche. Su Twitter, ad esempio, è stato accusato di promulgare leggi razziste o ancora di ricordare la pulizia etnica del 1938. Cosa c’è davvero dietro questa nuova ordinanza? E’ semplice riqualificazione storica del territorio o gli utenti indignati hanno ragione?

A tal proposito è intervenuto proprio il sindaco Rucco. Ecco il suo intervento a ‘Lavori in corso’.

Vicenza, scatta il divieto per kebab e cineserie in centro ► Il Sindaco: “È riqualificazione”

“Credo sia riduttivo dire che abbiamo evitato i kebab. Abbiamo messo delle nuove regole. C’è un percorso amministrativo deliberato dalla giunta, poi andrà in Regione per un’intesa e tornerà per il consiglio comunale. E’ ancora peraltro modificabile e perfettibile ma il senso e l’obiettivo di questo regolamento è quello di dare delle regole che possano tutelare in linea con la legge e, soprattutto, con le regole dell’UNESCO di cui licenza è dotata la città di Vicenza, che è tra l’altro patrimonio dello stesso UNESCO. Ci è stato chiesto di tutelare e riqualificare il centro storico.

In realtà il discorso è molto più ampio, si parla anche di bigiotterie o cineserie e molte altre strutture. Non è una questione di razza ma di qualità del prodotto. E’ un concetto di ritorno alle nostre tradizioni. Partiamo da una legge che ha voluto il Governo Renzi e che Firenze e Bologna hanno già applicato.”


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