La NATO arruola il cinema per spingere il riarmo? “Sta per succedere a Londra” | Federico Greco

La NATO starebbe conducendo incontri riservati con sceneggiatori, registi e produttori di film e serie televisive in Europa e negli Stati Uniti. Lo ha riportato il Guardian qualche settimana fa. Il quotidiano britannico indica che le discussioni, che l’Alleanza definisce “conversazioni intime”, si sono già svolte a Los Angeles, Bruxelles e Parigi. Un ulteriore incontro, si scrive, è in programma nelle prossime settimane a Londra con i membri della Writers’ Guild of Great Britain. L’intento? Spingere il riarmo attraverso il cinema. Ce lo racconta il regista Federico Greco in diretta ai nostri microfoni.

Il commento di Federico Greco

La NATO si è resa conto che è una tigre di carta“, spiega il regista intervistato da Giorgio Bianchi, “e che sarà molto complicato convincere — non i governi, perché i governi sono piegati a 90 gradi — ma gran parte della popolazione, che la guerra e il riarmo saranno una cosa buona e giusta. Per cui sta facendo una cosa che in realtà si è sempre fatta, ma la NATO nello specifico sta facendo dei briefing con i sindacati degli sceneggiatori soprattutto, i più importanti dei vari paesi europei“.

“È già successo ed è in procinto di accadere a Londra. Si sono alzate solo due voci importanti contro questa cosa, e una di queste due voci è un mio amico che si chiama Faisal A. Qureshi, sceneggiatore e produttore a Londra, di origini pakistane, che anni fa fece l’aiuto regia di una nostra docuserie su Stanley Kubrick, Stanley and Us. La cosa interessante che ha detto lui è: ‘Occhio ragazzi, non cadete nella trappola di accettare questo invito pensando di essere immuni, convinti che non vi convinceranno mai a inserire nei vostri film quello che vogliono che inseriate. Perché nel momento in cui entrate in quel giro, la sensazione di essere parte di faccende molto segrete, di cose classificate, vi fa sentire complici di quel mondo più che del mondo da cui venite, e quindi vi sentirete in dovere di restituire qualcosa’. E cioè la sindrome della segretezza, che è una cosa che succede da decenni”.

L’intervento da Giorgio Bianchi.