Frajese ▷ “Hantavirus? Un’altra finestra di Overton, ma temo che la tentazione sia dietro l’angolo”

Tre morti, dieci casi confermati, passeggeri in isolamento nelle cabine. Quando a maggio l’Hantavirus sulla nave olandese MV Hondius è emerso, parte della stampa internazionale e diversi esperti televisivi non hanno perso tempo: sui social e in tv sono tornati toni e format già visti. “Non è il prossimo Covid, ma è una malattia seria”, ha dichiarato l’OMS.

La nave era salpata da Ushuaia il 1° aprile con 147 persone di 23 nazionalità diverse, toccando Antarctica e isole remote. Il virus identificato è l’Andes virus, variante sudamericana dell’hantavirus.

Frajese: “Aspettano l’occasione giusta”

“Quello che è successo secondo me è un’altra finestra di Overton”, commenta in diretta a Un Giorno Speciale Giovanni Frajese. “In realtà, a mente fredda e lucida, già abbiamo vissuto la possibile epidemia di vaiolo delle scimmie, salvo poi accorgersi che era una cosa che passava attraverso dei contatti molto particolari. Poi adesso abbiamo l’hantavirus, poi abbiamo l’esplosione dell’Ebola in Congo. In tutto questo il buonissimo Tedros Ghebreyesus è sempre lì in prima linea a dire al mondo quanto importante sia il lavoro di coordinazione e tracciamento che l’OMS sta imponendo a tutto quanto il mondo. C’è la voglia costante di far percepire alle persone, attraverso un meccanismo che abbiamo imparato a conoscere molto bene, questa paura, questa insicurezza, proprio per tenere la paura sempre stimolata in maniera che al momento giusto, probabilmente ci troveremo in un nuovo giro di giostra“.

“Mi sembra che lo sguardo al futuro ci dice che si stanno perfezionando le tecnologie di controllo digitale, che di fronte a una nuova esplosione ci troveremo ancora più, secondo loro, preparati. Ci troveremo invece sempre più nella follia del controllo, visto che, come da parole del buon Speranza, oramai è acclarato che a livello di sanità, quello che riguarda il collettivo prevale su quello che è l’individuo.”