Il dibattito attorno ai Mondiali entra nel vivo e, tra analisi tecniche e considerazioni extra-calcistiche, Stefano Agresti offre una lettura diretta e senza filtri su alcuni dei temi più discussi del momento: dalla Francia al Marocco, passando per la Norvegia di Haaland e le difficoltà dell’Inghilterra. Secondo Agresti, attorno alla nazionale francese si starebbe creando una narrazione eccessivamente favorevole:
“È cominciata la campagna di santificazione della Francia contro i picchiatori del Paraguay, ho visto tanti francesi che sfiorati si sono buttati a terra doloranti. Allora cosa dovrebbe dire chi come Pruzzo giocava decenni fa e subiva falli e scorrettezze ben peggiori?”
La Norvegia e il pericolo Haaland
Agresti si sofferma poi sulla crescita della Norvegia, sottolineandone il potenziale offensivo ma anche le fragilità difensive.
“La Norvegia ha grandi qualità offensive e balla dietro. L’attacco è stellare, Haaland è il migliore al mondo, segna un gol a partita però accanto ha due signori giocatori. Sorloth si adatta a fare ‘esterno ed è duttile e anche forte, Nusa ancora non ha fatto vedere quello che può fare. Non giocheranno una partita difensiva, Ancelotti si sarà organizzato di conseguenza. Il Brasile però ha difensori anziani che non è detto riusciranno a fermare gli attaccanti norvegesi.”
Per il giornalista, il riferimento inevitabile è Erling Haaland, considerato oggi il centravanti più devastante del panorama internazionale.
“Haaland è il migliore centravanti, Kane è un fenomeno ma oggi scelgo il norvegese”.
L’Inghilterra e la sfida in altura
Non meno complessa, secondo Agresti, sarà la serata dell’Inghilterra, chiamata ad affrontare condizioni ambientali molto difficili in Messico.
“Stasera l’Inghilterra ha una partita complicatissima, giocano in altura, il clima sarà infernale. Gli inglesi hanno dovuto anche provare a tenere nascosto il luogo del ritiro per dormire, con tappi e altre contromisure per cercare di dormire.”
Francia – Marocco, oltre il campo
Infine, Agresti allarga lo sguardo alla sfida tra Francia e Marocco, evidenziandone il peso che va oltre i novanta minuti.
“Francia – Marocco ha anche implicazioni che riguardano i due paesi, se rimaniamo al calcio ha anche una valenza sociale soprattutto per i marocchini. Rispetto a 4 anni fa il Marocco è più consapevole.”
Una partita che, nelle parole di Agresti, unisce dunque aspetti tecnici, identitari e sociali, con un Marocco pronto a stupire, consapevole della propria forza










