INTER-ARBITROPOLI: “DUE PESI E DUE MISURE?” – Il campionato non è ancora iniziato, ma il confronto tra Inter e Juventus torna già ad accendere il dibattito. A Radio Radio Lo Sport, Antonello Angelini ha espresso forti perplessità sulla credibilità del sistema calcistico italiano, collegando il tema anche alle polemiche nate attorno all’inchiesta arbitrale ribattezzata mediaticamente Arbitropoli.
Inter-Arbitropoli, Angelini: “Se fosse stata la Juve, quanti processi?”
“Sostituiamo i nomi che sono usciti con quelli di due dirigenti della Juve, tifosissimi della Juve, e vediamo cosa succede”, ha affermato, sottolineando soprattutto le differenze dal punto di vista dell’aspetto mediatico (specie a confronto con altri casi come Calciopoli etc).
Domanda più che retorica, la cui risposta è già implicita nella formulazione. Secondo Angelini infatti, davanti a una situazione analoga collegata alla Juventus ci sarebbero stati molti più “processi” mediatici e numerosi titoli sui giornali.
La sua critica riguarda dunque ciò che considera un possibile “doppio peso” nel racconto e nella valutazione delle vicende del calcio italiano, dalle plusvalenze alle intercettazioni fino ai rapporti all’interno del sistema arbitrale.
Arbitropoli, cosa è emerso finora dall’inchiesta
Nel luglio 2026 la Procura di Milano ha archiviato la posizione dell’Inter nell’ambito del filone relativo alla responsabilità amministrativa della società. Per l’ex designatore Gianluca Rocchi è stata invece avanzata richiesta di archiviazione: secondo i magistrati, pur essendo stati ricostruiti singoli episodi definiti come interferenze, non sono emerse prove di un sistema strutturato di frode finalizzato ad alterare le partite a favore dell’Inter.
Gli atti sono stati comunque trasmessi alla Procura federale FIGC e alla Procura Generale del CONI per le eventuali valutazioni di competenza sul piano sportivo.
È proprio sul piano della percezione e dell’opportunità che Angelini concentra il proprio attacco: “Oltre a essere terzi bisogna anche apparirlo”.
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