Non c’è pace per Călin Georgescu, il candidato vincitore del primo turno alle elezioni presidenziali romene del 2024. La Corte costituzionale annullò poi il voto, dopo che l’intelligence romena aveva parlato di attacchi ibridi di matrice russa. Georgescu era stato arrestato con l’accusa di voler creare “organizzazioni fasciste e razziste”. Per questo, la sua candidatura per le “nuove” elezioni era stata rigettata. Nelle scorse settimane, il 64enne è tornato al centro dei media romeni.

30 giorni di arresto preventivo gli sono stati confermati nell’ambito di un’altra indagine. Stavolta, Georgescu è stato portato in procura in merito a sospette frodi e alla costituzione di un gruppo criminale organizzato. La Corte d’Appello di Bucarest, con decisione definitiva, ha accolto il ricorso della procura antimafia e antiterrorismo (DIICOT) e ribaltato il verdetto del tribunale, che una settimana prima aveva disposto soltanto il controllo giudiziario per 60 giorni. Stessa misura per l’imprenditore Ionel Rusen, indicato dagli inquirenti come presunto complice. Nella serata di ieri, la polizia ha prelevato l’ex candidato nella sua casa di Mogoșoaia, portandolo al centro di detenzione della capitale, dove si sono radunati suoi sostenitori.