Samantha Cristoforetti, oggi il rientro sulla Terra

Cristoforetti

Samantha Cristoforetti, la prima italiana che cadrà sulla Terra, ha finito di preparare i bagagli sulla stazione spaziale internazionale, ha dato una sistemata alla tuta russa Sokol che poltriva nell’armadio da sette mesi (le va ancora perfettamente, giusto un po’ più comoda) e oggi è pronta all’appuntamento con la Storia: alle 15.43 atterrerà nella steppa del Kazakistan dopo 200 giorni in orbita.
Segui la diretta (dalle ore 8.30 italiane)

LA TABELLA DEL RIENTRO (ORARIO ITALIANO)
Ore 8.30 Inizio diretta dei saluti degli astronauti su Nasa TV
Ore 8.55 Chiusura portello Soyuz
Ore 12.20 Separazione della Soyuz dalla stazione
Ore 14.51 Accensione di rientro
Ore 15.18 Separazione dei moduli della Soyuz
Ore 15.28 Apertura dei paracadute
Ore 15.43 Atterraggio in Kazakistan

(Poi visite di controllo e imbarco immediato per Houston per la Cristoforetti e l’astronauta americano Terry Virts)

I RECORD
E’ talmente carica di record e di gloria, la prima astronauta italiana, che dopo 200 giorni nello spazio dovrebbe pesare una tonnellata, e invece sarà davvero sincera e leggera la modestia con cui nei prossimi giorni e nei prossimi mesi ripeterà che “ha fatto solo il suo dovere e che si sente una privilegiata per aver potuto rappresentare l’Italia e l’Europa e per aver coronato il suo sogno di bambina cresciuta sulle montagne del Trentino, così vicine alle stelle”.

Con la complicità di quasi quattro settimane extra di missione (l’agenzia Roscomos ha voluto stare sul sicuro dopo la debacle della navetta cargo), Samantha Cristoforetti ha infilato una serie di record impressionante, uno anche mondiale (strano, si dice mondiale eppure siamo fuori dal mondo): nessun’altra astronauta aveva debuttato con 199 giorni e 7 ore di missione, battuta di quattro giorni l’americana Sunita Williams. Questo primato è persino assoluto per gli astronauti europei (maschi e femmine), con tanti saluti a Paolo Nespoli e Luca Parmitano, orgogliosi della collega. Se poi cliccate sull’indispensabile Astronautinews.it trovate il rosario di altri record e sottorecord davvero stellare della trentina selezionata dall’Agenzia spaziale italiana e dall’Agenzia spaziale europea.

Del record di genere, la prima italiana eccetera eccetera, non le è mai importato nulla, anzi, non le piace proprio che ciò venga sottolineato come hanno in realtà fatto sistematicamente in questi mesi anche ministri, primi ministri, presidenti e generali durante i videocollegamenti. Per gentilezza, ci mancherebbe, ma non è mai stato quello il focus della missione del bi-ingegnere aerospaziale e capitano pilota top gun Cristoforetti, sempre davanti a tutti, maschi e femmine, italiani e stranieri, in tutti i corsi civili e militari seguiti nella sua carriera. E del resto era una questione tutta italica che lei fosse la prima delle 58 astronaute o cosmonaute con il tricolore cucito sulla tuta.

IL PROGRESSO DELLA SCIENZA
Quello che le importa più di tutto è trasmettere l’importanza delle missioni spaziali per accelerare il progresso in decine di campi della scienza e della tecnica, a cominciare dalla medicina. Missioni costose, molto costose, ma che fanno fruttare in maniera esponenziali gli investimenti. Quante vite nel mondo sono state salvate grazie ai defibrillatori, ideati per gli astronauti? Quante ne salveranno le macchine portatili per l’ecografia, testate sull’Iss?

Probabilmente, anzi, di sicuro, schiva com’è, personalmente non vorrebbe nemmeno essere un esempio per gli altri, ma proprio per questo lo è diventata in maniera forse mai così forte rispetto ai sei astronauti italiani che l’hanno preceduta.
Che lei fosse speciale l’aveva del resto garantito Luca Parmitano, l’ultimo italiano prima di lei a salire fra le stelle, il primo italiano a effettuare una passeggiata spaziale, un asso dei cieli e un fantastico divulgatore: “Fenomeno io? Aspettate Samantha e vedrete, è mille volte meglio di me”.

Così la Cristoforetti, sempre più spigliata nel raccontare esperimenti e vita di bordo sull’Iss, ma in particolare attraverso l’esempio (leading by example, si dice, no?), è diventata effettivamente un modello per tanti italiani, a cominciare dai più giovani. Sì, vabbeh, anche per il taglio dei capelli (il colbacco alla Cristoforetti) chiesto ai parrucchieri di tutt’Italia, perché tra un esperimento sull’attività cardiocircolatoria, uno sull’invecchiamento delle ossa e un altro per migliorare la resa dei combustibili o la vita di batteri utili all’agricoltura, ci può pure stare la scenetta – assai riuscita – del taglio dei capelli in orbita. E anche la pausa caffè Isspresso, in realtà un avanzato test sul comportamento dei fluidi.

Cristoforetti adesso è sinonimo di impegno, costanza, sacrificio, di scelte difficili per arrivare a traguardi riservati ai pochissimi che, ostacolo dopo ostacolo, sudando e studiando, raggiungono traguardi che permettono al mondo di progredire.

Con in più l’emozione, che magari non tutti condividono ma fa lo stesso, di portarci con ogni foto (quasi tremila), ogni tweet, ogni video lassù in orbita, come quando ha raccontato il suo primo faccia a faccia con la stazione spaziale inondata dal Sole nella pagina iniziale del suo diario in orbita: “Wow, wow, wow” perché è normale che la prima volta ti manchino le parole.

Chi poi l’ha criticata – compreso qualche guru della tv – per la sua esposizione (“Pure a Sanremo, ‘sta Cristoforetti”) ha sbagliato mira: intanto poteva cambiare canale e poi non sono mai gli astronauti che gestiscono le loro “apparizioni”. Sono invece gli astronauti, per mesi strizzati dentro un camper e alle prese con un’agenda scientifica massacrante, a togliersi spazio per il poco riposo e a rendersi disponibili per quanti più collegamenti possibili con scuole e università perché le richieste di “parlare con la stazione spaziale” non hanno mai fine, anche se non fanno notizia.

LA FAMIGLIA
A seguire il rientro con il cuore in gola saranno in tanti ma nessuno tanto quanto i genitori di Samantha, gli ex albergatori di Malè, Sergio e Antonella. Poi il fratello Jonathan, che lavora negli Usa. E il fidanzato Lionel Ferra, addestratore degli astronauti a Colonia. Chissà se quest’ultimo le rifarà la stessa domanda (“Qual è il senso della vita?”) che le aveva rivolto dal cosmodromo di Bajkonur una volta che Samantha era arrivata sull’Iss il 24 novembre dell’anno scorso. Forse la risposta (“42″, dal Manuale dei viaggiatori galattici”, libro cult del capitano) potrebbe adesso essere più esauriente, anche se non è detto che lui e Samantha ce lo vengano a raccontare.

Il Messaggero