Roma, Spalletti: «Dzeko è da 20 gol. Vermaelen, è pubalgia»

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ROMA«Vermaelen fermo, gli altri tutti a disposizione. Su di lui meglio non mettere paletti in questo momento, dobbiamo valutare con calma il suo recupero perché poi ogni volta che alziamo un po’ l’asticella torniamo un po’ indietro e quindi non è il caso di correre ulteriori rischi. Pubalgia? Sì, il problema è quello ma ci sono svariati tipi di infiammazioni, quelle che guariscono 15 giorni, quelle che vanno gestite, quelle che comportano lo stop assoluto…Non c’è una tempistica univoca». Così Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia della sfida con il Torino. «Quando si parla di loro ho sempre un rispetto speciale, perché da innamorato di questo sport, da innamorato del calcio, le imprese del GrandeTorino hanno un significato unico, giocando contro di loro ho sempre l’impressione di vedere la ‘supervisione’ di quella grande squadra su quello che fanno…Per noi sarà sicuramente una partita difficile, Mihajlovic è una persona di assoluto carattere già come giocatore e ora come allenatore, ci sarà da lottare tanto in questa partita. A noi serve dare seguito alle ultime prestazioni e quindi tenteremo di vincere contro il loro buon calcio e contro i loro buoni calciatori, servirà una Roma forte».

SUI GIOVANI – «Tanti giovani? Dobbiamo evidenziare quello che deve essere il futuro, lavorare per il futuro, per cui nella composizione della rosa c’è stata anche questa intenzione. E mi sembra siano state fatte le scelte giuste, i giovani che abbiamo possono dare seguito a una Roma forte»

SU CASTAN«Castan? La sua forza di volontà la dice lunga sul carattere del calciatore. A me fa enorme piacere ritrovarlo, anche se avversario è ancora un calciatore della Roma, mi fa piacere ritrovarlo in un grande club dove può giocare di più rispetto a qui, vorrà dimostrare con una grande prestazione quanto ci tiene essere forte e dimostrarlo. Ha fatto vedere che ci si poteva fidare di lui, della sua qualità, quando è stato con noi».

SU TOTTI – «Totti? Mi ha invitato alla sua festa di compleanno e penso di andare a salutarlo, certo, ma non voglio rovinare il resto della festa quindi gli faccio gli auguri e vado via, non sarò sicuramente gradito dal resto del gruppo...(ride, ndR)Il regalo glielo faccio, ma non posso dire quale sarà. Tra me e lui rapporto migliorato rispetto all’anno scorso? No, per me sono sempre andate nella stessa maniera e andranno sempre nella stessa direzione: lui è uno dei calciatori della rosa, può giocare titolare, può subentrare, può uscire. Attualmente è perfetto: viene, si allena, è dentro il gruppo, spesso fa riferimenti a collettivo, squadra, è quello che volevo. Si va avanti insieme».

SU PERSONALITÀ E VITTORIE FUORI CASA – «Alcune volte cala il fattore personalità. Ci sono dei momenti in cui ci prendiamo delle responsabilità, altri in cui ci viene il timore di riprovare a fare quello che sappiamo. Secondo me è una casualità il fatto di non aver mai vinto in trasferta, ora siamo sulla strada giusta e non dobbiamo tornare indietro».

SU SALAH-FLORENZI«Se Salah riesce a partire un pochettino più da centrale e dieci metri più alto, poi la strada per arrivare a fare l’uno contro uno contro il centrale avversario, per puntare la difesa, per me è più facile. Se lui deve partire dal raddoppio sul terzino, la strada si raddoppia e si incontrano molti più calciatori. È chiaro che poi va valutato anche Florenzi, se incontra difficoltà, anche perché ha caratteristiche che stridono un po’ con il ruolo di terzino difensivo…Il mediano può andare ad aiutarlo, lui deve sopportare l’uno contro uno»

ROMA 2024? OCCASIONE DA SFRUTTARE – «Da profano dico che sarebbe un’occasione da sfruttare, non solo per Roma ma per la nostra nazione in generale. Vedo la gioia degli altri quando noi rinunciamo…Poi è chiaro che bisogna fare un bilancio di vantaggi e svantaggi, di cose da mettere a posto, però poi è sicuramente sviluppo, gioia per i nostri sportivi, significa dare la possibilità di trovare anche posti di lavoro….Però lo dico con una certa superficialità, perché poi i conti in profondità io non li conosco»

FAZIO-MANOLAS TITOLARI «Juan Jesus? È uno dei calciatori della rosa della Roma di cui ci si può fidare. Ha sbagliato sicuramente in qualche azione, in qualche giocata, ma aveva un problema, io gli ho chiesto un sacrificio su dove giocare. Sa fare l’uno contro uno, è forte di testa, può giocare centrale, terzino…Domani non so chi farò giocare, ma sicuramente mettere mano ora alla linea difensiva mi sembra azzardato quindi Fazio e Manolas dovrebbero essere confermati, fermo restando che in rosa non ho undici titolari e dodici ‘misteri’, ma ventitrè titolari».

DZEKO PER ME ARRIVA A 20 GOL «Dzeko? Per me arriva a venti gol, ma non è che questo risolve le cose della Roma. Lui deve essere dentro il nostro progetto, ci dà soluzioni in più. Se si riesce a fare quello dell’anno scorso con la fisicità di Dzeko, per i numeri l’anno scorso era perfetta ma bisogna fare qualcosa in più. I gol sono un dato che serve ad evidenziare il più visibile, quello che dà il voto, il commento, ma se non c’è un lavoro di squadra, un comportamento, un modo di ragionare, l’essere stretti e corti, in zona palla, disponibili a sprecare 50 metri per creare densità e recuperare il pallone, evitare di correre pericoli, allora il gol resta una cosa a sé stante».

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