Reporter decapitato Foley, Usa tentarono salvataggio ma blitz fallì

FOLEY

Le forze speciali statunitensi hanno di recente tentato di salvare il giornalista James Foley e altri americani tenuti in ostaggio in Siria dai militanti sunniti dello Stato islamico, ma la missione è fallita perché i cittadini non si trovavano nel luogo in cui i corpi speciali sono intervenuti. Lo fa sapere in una nota il retroammiraglio John Kirby, portavoce del Pentagono.

“L’operazione ha coinvolto forze aeree e di terra e aveva come obiettivo una particolare rete di sequestratori interna all’Isil. Sfortunatamente la missione non ha avuto successo perché gli ostaggi non erano presenti nel luogo individuato”, ha spiegato Kirby.

Il New York Times cita fonti dell’amministrazione Obama che hanno parlato di una “operazione complicata” tenutasi quest’estate, una missione segreta autorizzata dal presidente Barack Obama in cui decine di militari sono stati paracadutati da elicotteri in una remota zona della Siria. I soldati non hanno trovato i prigionieri, ma sono stati coinvolti in uno scontro a fuoco. Un americano è rimasto lievemente ferito quando un elicottero è stato colpito.

Il giornalista statunitense James Foley è stato decapitato dai militanti dello Stato islamico, che hanno diffuso su Internet un video dell’esecuzione. Nel filmato, che la Casa Bianca ha definito autentico, gli islamisti minacciano di uccidere anche un altro giornalista americano nelle loro mani, Steven Joel Sotloff.

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