La Juve vince, litiga e si stanca

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TORINO Tevez sta bene, evviva Tevez. È stato lo stesso argentino a rassicurare tutti tramite il solito immancabile social network: «Nulla di grave», il succo. Dopo di che, abbandonata prima del tempo la sfida contro il Lione, l’Apache rimarrà a riposo contro il Livorno lunedì sera: inutile rischiare, visto che poi giovedì ci saranno di nuovo i francesi da affrontare e tenuto conto che i toscani non sono certo il Real Madrid. Potrebbero e dovrebbero bastare, per farli fuori, gli attaccanti rimanenti: Giovinco e Vucinic hanno dato segnali di vita inequivocabili due sere fa, Quagliarella è tornato a respirare l’aria che conta, Llorente è un po’ stanco ma il lavoro lo fa sempre.

E poi ci sarebbe pure Osvaldo, l’irascibile Osvaldo: nessuna nuova, visti i precedenti. Fatto sta che l’italo-argentino, dopo avere giocato (male, per non dire malissimo) contro il Lione, non ha trovato di meglio da fare che scatenarsi via Twitter. «Io do sempre il massimo, lotto su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Il gol e le giocate arriveranno perché sono forte. Tutti quelli che non credono in me dovranno poi stare zitti, inclusi i gufi che ci guardano da dietro e da lontano». Per primi i suoi ex compagni della Roma, vien da pensare. Quindi, un caro saluto e tre faccine sorridenti: «Un momento di sana follia, buonanotte a tutti».

Difficile farsi nuovi amici con un atteggiamento del genere e chissà se, oltre a Conte, anche Prandelli avrà apprezzato. Di certo il Johnny Depp delle aree di rigore spera in una maglia da titolare sia lunedì che magari pure al Mondiale, dove però di questo passo rischia di non andare: il suo tabellino è fermo ai due gol segnati in Europa League contro i turchi del Trabzonspor, dopo di che il nulla e sei sostituzioni nelle sette volte in cui è partito titolare.

Meglio di lui hanno fatto di recente un po’ tutti e non è detto che le occasioni d’ora in poi abbonderanno: già contro il Livorno, tenuto conto che Llorente dovrebbe essere certo del posto, Conte potrebbe preferirgli proprio uno tra Giovinco e Vucinic. Soprattutto il Piccoletto ha destato un’ottima impressione: «Adesso mi sento bene e spero di continuare senza infortuni – ha detto ieri a Sky – La Roma? Sono cambiati i punti di vantaggio, ma è tutto ancora in mano nostra». Quanto al montenegrino (ultimo gol datato 5 gennaio, su rigore contro la Roma), si è mangiato un gol quasi fatto ma ha piedi sempre educati ed è tornato nelle grazie di Conte dopo avere fatto e disfatto le valigie destinazione Inter.

Tutto discretamente bene, insomma. Con tanto però di corollario polemico legato ancora alla sconfitta di domenica scorsa contro il Napoli. Perché, siccome in Italia difficilmente si riesce a guardare nel proprio orticello, Marotta ha pizzicato il Napoli definendo «esagerata, da squadra provinciale», l’esultanza seguita alla vittoria contro la Juve. La replica è arrivata, ovviamente tramite Twitter, da Luigi De Laurentiis, figlio del presidente Aurelio e capo dell’area marketing del Napoli: «Marotta grande ignorante! Confonde il cuore di una città unica come Napoli per un’euforia da provincia». Tristezza. E sipario.

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