Keita, inno biancoceleste: «Felice di restare qui»

LAZIO PARMA

ROMA Chiedetegli tutto della sua Lazio, Keita vi risponderà: «È la prima squadra della capitale. Non mi muovo da qui». Ecco la firma sul rinnovo (sino al 2018) su Ask.fm. Nuovo social, nuovo profilo del “Balde” giovane: «Arriva un momento della vita in cui capisci ciò che conta, contava, non conta più e conterà sempre». Il futuro biancoceleste ha Keita in bocca: «Non m’importa d’essere famoso, io voglio segnare solo per i tifosi della Lazio». Quattro reti in questo campionato, il senegalese è già nella top eight degli Under 21 più forti d’Europa. In Inghilterra ne narrano le gesta: quarto nei dribbling vincenti, trentatré passaggi riusciti, 66% di precisione nel tiro, meglio solo Sterling del Liverpool. Impressionante visione quello slalom al San Paolo con siluro nel sette: «Ho colpito la palla sotto di esterno e la conclusione ha preso una strana direzione che ha confuso Reina», racconta Keita. Già concentrato per la prossima “finale”: «Avanti a Livorno». Ultrà dentro, i colori amaranto gli ricordano gli esordi. Due anni fa, il gol nei quarti della “Toscana Football cup”. Già allora Bollini scoprì d’avere un gioiello, Reja ormai se lo gioca come “asso” per l’Europa. 
DECISIVO
L’importanza di chiamarsi Keita. La luce brilla nei numeri. Prima stagione in Serie A, 21 gettoni, appena 10 da titolare: decisivo otto volte con quattro centri e altrettanti fra assist e rigori procurati. Nei suoi piedi scorrono 14 punti della classifica biancoceleste. Come se il destino gli baciasse quel numero di maglia (14). La Lazio se lo coccola, adesso se lo merita davvero. Sfrontato in campo, più diligente a Formello. Per castigo di Petkovic (dopo un litigio con Radu nel tunnel col Trabzonspor) aveva saltato la sfida d’andata col Livorno. Lezione fin troppo bene incassata, quattro mesi dopo: «Cado, mi rialzo, sbaglio, imparo; mi hanno ferito, ma resto vivo. Sono umano, imperfetto, ma sono grato», cinguetta così il momento d’oro. Piedi per terra, mente in volo verso l’Europa e la Spagna. Perché in ritiro Keita spera pure di presentarsi col passaporto comunitario nuovo di zecca. E con l’Europa League in tasca: «Ce la riprenderemo», aveva promesso subito dopo l’eliminazione col Ludogorets. 
CANDREVA
Domenica Keita dovrà ancora trascinare la Lazio insieme a Candreva. Sull’esterno azzurro rimane sempre in pressing la Juve, pronta a offrire 17 milioni a Lazio e Udinese e 2,5 al giocatore pur di farlo tornare. I laziali sono in ansia, ieri già si alimentavano gialli-bufala: «Candreva ha comprato casa a Torino», girava su siti e social. Smentita secca d’Antonio: «Non è vero nulla». Almeno per ora.