«Europee, ecco la strada per diventare competitivi»

LAVORO: IN SENATO IL VOTO FINALE SUL DDL

Renato Schifani arriva in Sardegna il giorno dopo l’insediamento del nuovo Consiglio regionale targato centrosinistra. Arriva dopo elezioni amministrative alle quali il Nuovo centro destra, nato dalla scissione del Pdl e di cui Schifani è presidente del comitato promotore, ha deciso di non partecipare.
Come pensate di radicarvi nell’Isola?
«Per costituire il partito e un tavolo regionale che sia inclusivo e non esclusivo abbiamo dato fiducia a Maddalena Calia, per la sua storia, e per il suo contributo alle scorse europee. Abbiamo scelto di non correre alle regionali e di partire dal post voto per costruire la classe dirigente, ascoltare i simpatizzanti e chi vorrà condividere la nostra avventura. Dalla Sardegna sono arrivati segnali di interesse che ho voluto cogliere».
Che messaggio intende lanciare ai sardi?
«Che il Nuovo centrodestra è un partito aperto che nella politica nazionale si colloca con uno slogan importante, “Insieme”, nel senso di aggregare, discutere, decidere e scegliere assieme».
Alle regionali sarde avete comunque sostenuto Ugo Cappellacci. Perché ha perso?
«In una competizione senza secondo turno ha pagato il prezzo della divisione all’interno dell’area entro la quale militava».
Dopo le amministrative si è detto esterrefatto perché Berlusconi, in occasione della campagna elettorale, ha parlato bene di Renzi e male del Ncd. Quanto questo ha danneggiato Cappellacci?
«Di certo non gli ha fatto bene: elogiare in campagna elettorale il partito che esprime l’avversario del tuo candidato non è sana propaganda elettorale».
Su Twitter ha manifestato solidarietà a Berlusconi ma non sembra d’accordo con l’iniziativa di Santanchè di raccogliere le firme per la richiesta di grazia…
«Non sono contrario alla grazia ma reputo la raccolta di firme inopportuna perché non credo sia il giusto percorso per arrivare alla grazia. Soprattutto quando è promossa da una persona che è stata irriguardosa nei confronti del Capo dello Stato».
La Sardegna costituisce collegio unico con la Sicilia per le Europee e rischia di non avere un rappresentante in Europa…
«Il tema mi sta a cuore e andrebbe affrontato in una logica di revisione delle circoscrizioni. Una circoscrizione sub-meridionale metterebbe la Sardegna nelle condizioni di essere competitiva.

L’Unione Sarda