Blatter: «Non mi dimetto, neanche se lo chiedono Coca-Cola e McDonald’s»

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Sepp Blatter non ha intenzione di dimettersi immediatamente da presidente della Fifa, come gli e’ stato chiesto dagli sponsor Coca-Cola e McDonald’s. «Anche se la Coca-Cola e’ un prezioso sponsor della Fifa», ha fatto sapere da New York l’avvocato del dirigente elvetico, Richard Cullen, «il signor Blatter e’ in rispettoso disaccordo con questa posizione e ritiene che lasciare l’incarico non sarebbe nel miglior interesse della Fifa, ne’ farebbe avanzare il processo di riforma. Per questo non si dimettera’».

La richiesta delle due multinazionali, a cui si sono aggregati altri due sponsor, Visa e il colosso belga che produce la birra Budweiser, e’ arrivata a una settimana dall’apertura di un’indagine penale su Blatter per corruzione. «Ogni giorno che passa l’immagine e la reputazione della Fifa continuano a offuscarsi», hanno denunciato i due colossi, «serve una riforma globale e urgente che puo’ essere realizzata solo attraverso un approccio veramente indipendente».

Le dimissioni di Blatter, 79 anni, annunciate e parzialmente ritirate, dovrebbero diventare effettive solo il 26 febbraio, con il congresso straordinario per l’elezione del suo successore.

Coca Cola è da tanto tempo sponsor della Federazione mondiale del calcio, su cui continua a fare pressione perché vari delle riforme che le consentano di riconquistare credibilità. Fino ad ora però non aveva mai chiesto pubblicamente a Blatter di lasciare il suo incarico.

«Per il bene del gioco, la Cola Cola chiede che il presidente della Fifa Joseph Blatter si dimetta immediatamente in modo tale che possa iniziare un processo di riforma credibile e sostenibile», spiega il gruppo in una nota. «Ogni giorno che passa, l’immagine e la reputazione della Fifa continua a macchiarsi. Fifa ha bisogno di una riforma urgente e completa, che può solo essere raggiunta attraverso un approccio veramente indipendente». Dello stesso tenore il comunicato di McDonald’s.

Blatter è in sella da 17 anni come presidente (ma prima, dal 1981, è stato segretario generale dell’organizzazione con sede a Zurigo)

Il Sole 24 Ore