Ricordate quando vi parlavo del PNRR? Vi ricordate quando vi dicevo che non esistono i contributi a fondo perduto dell’Unione Europea, e che sarebbe stata una fregatura? Bene, oggi sappiamo che i prestiti, perché si tratta di prestiti del PNRR ottenuti dall’Unione Europea, evidenziano un esborso di interessi nettamente superiore a quello che avremmo avuto con una presunta emissione autonoma di titoli di Stato.
Facciamo un attimo di storia. Nel 2021, cioè circa cinque anni fa, in un contesto di tassi prossimi allo zero, l’Italia ha accettato di indebitarsi a tasso variabile per complessivi 122 miliardi di euro, cifra destinata a salire con i programmi SURE e SAFE, due programmi dell’Unione Europea. Il tasso è quello vigente di finanziamento medio semestrale sul mercato dei titoli di Stato, stabilito dalla Banca Centrale Europea tempo per tempo, dall’atto di emissione di ciascuna rata interessata.
76 miliardi di interessi su 122 prestati: quanto costa davvero il PNRR
E poiché i tassi di interesse applicati dalla Commissione Europea sono tendenzialmente cresciuti progressivamente nel corso dei semestri successivi, il costo complessivo degli interessi ammonterà, ascoltate bene, a 76 miliardi fino al 2056. Cioè, quei contributi a fondo perduto di cui parlavano tutti, mentre io ero il cretino, su 122 miliardi presi costano 76 miliardi di interessi.
Se il Paese avesse scelto di finanziarsi autonomamente, l’onere finanziario sarebbe stato di circa 37 miliardi, cioè avremmo risparmiato circa 40 miliardi, 39 e qualcosa. Ma vi sembra sensato tutto questo? Vedete, queste sono notizie che mi innervosiscono. Qui si parla di grave errore strategico. No, è stata una scelta deliberata, pianificata dal potere politico italiano per ottemperare ai dettati dell’Unione Europea.
Variabili esogene ed endogene: la rotta per le imprese
Per fortuna stamattina vedo un paio di ingegneri, li ricevo in albergo. Alle volte invece ricevo le persone in videoconferenza, dipende dalle comodità, e parliamo di cose pratiche, di cose concrete, di pianificazione aziendale. Peraltro sarò a Milano il 26 novembre: trovate le informazioni sul sito valeriomalvezzi.it, in un evento a cui, se volete, potete iscrivervi. Quando facciamo analisi di rischio con gli imprenditori, esaminiamo esattamente queste questioni per scegliere la rotta e fare andare bene le imprese.
Uno deve sapere che l’Italia si ritrova oggi esposta alle fluttuazioni dei tassi europei, con rate il cui costo si avvicina al 4%. Queste sono le variabili cosiddette esogene: l’Unione Europea, la BCE, le leggi europee, i bandi, i dazi e via discorrendo. Ma poi c’è tutto un mondo meraviglioso, che sono le variabili endogene. E voi cosa fate? Volete piangervi addosso o volete rimboccarvi le maniche e fare andare bene le vostre aziende?
Malvezzi Quotidiani, l’Economia Umanistica spiegata bene | Con Valerio Malvezzi










