Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto di aprire un’indagine sui soldati che hanno preso parte al documentario Naza. La richiesta è arrivata domenica sera ed è stata rivolta al capo di Stato Maggiore, al capo dello Shin Bet e al procuratore generale. Si tratta del generale Eyal Zamir, di David Zini e della consulente legale del governo Gali Baharav-Miara.
Nella lettera, Netanyahu chiede di agire con urgenza per scoprire l’identità di tutti coloro che sono coinvolti o compaiono nel film. Il premier sollecita un’indagine penale e un procedimento giudiziario per gravi reati contro la sicurezza delle informazioni, diffamazione e lesione degli interessi diplomatici e di sicurezza di Israele.
In una nota dell’ufficio del premier, il film viene definito una storia falsa, fuorviante e di parte, che danneggia gravemente la reputazione di Israele.
Cos’è Naza
Il documentario è diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor ed ha ricevuto il Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia. I due, già premi Oscar per No Other Land, hanno intervistato in forma anonima e con le voci camuffate 24 tra soldati e membri dei servizi di sicurezza interni. Il film ricostruisce le operazioni militari a Gaza, con particolare attenzione all’uso dell’intelligenza artificiale nella selezione degli obiettivi e alla valutazione delle possibili vittime civili.
Gli step precedenti
La polemica era esplosa a settembre, subito dopo la presentazione del film a Venezia. Il 14 settembre Zamir aveva incaricato il procuratore militare di valutare possibili iniziative legali contro il film e chi vi ha preso parte. Il capo di Stato Maggiore aveva inoltre disposto un’indagine sulla fuga di notizie relative a materiale classificato usato nella produzione. Il 16 settembre Netanyahu aveva annunciato due iniziative legislative contro le ‘diffamazioni’ ai danni dell’esercito, una delle quali prevede la revoca della cittadinanza.
Al momento non risultano provvedimenti nei confronti dei singoli militari.










