Storico avvertimento di Putin sull’utilizzo di armi nucleari: il rischio atomico è concreto

In un suo recente e pungente intervento Vladimir Putin, presidente della federazione russa, ha dichiarato senza perifrasi edulcoranti e citando Chekhov che “quando la pistola è appesa al muro capita necessariamente che prima o poi qualcuno la utilizzi”. Fuor di metafore e guardando sotto il velame degli versi strani, il presidente russo segnala che le armi nucleari prima o poi verranno adoperate. E’ in fondo quanto già suggeriva Gunther Anders nel suo capolavoro L’uomo antiquato, uno dei vertici della filosofia della tecnica del novecento. Tutto ciò che può essere tecnicamente fatto, spiegava Gunther Anders, prima o poi sarà necessariamente fatto, da che la tecnica ad altro non mira se non al proprio illimitato potenziamento e al dispiegamento di tutte le sue possibilità reali. Mai come in questa fase tumultuosa della storia incombe sull’umanità il rischio atomico.

La climax bellica cresce di giorno in giorno e, a ben vedere, il principale responsabile di questa tensione oscena sembra doversi ravvisare proprio in quell’occidente che, ipocritamente, finge che a desiderare il conflitto sia la Russia di Putin. Nel nostro presente concitato si è però persa la capacità di pensare storicamente e il teorema di Fukuyama sulla fine della storia, end of history, risulta vero non tanto nella sua ammissione della fine del percorso storico, quanto nel suo implicito portato dell’esaurimento della capacità di pensare storicamente. Se solo si sapesse ancora utilizzare la ragione storica si sarebbe consapevoli del fatto che, fin dagli anni novanta, l’Occidente prova ad accerchiare la Russia e a farla capitolare, cosa che, a onor del vero, sembrava potesse realmente accadere con Gorbaciov prima e con Yeltsin dopo. Ancora si saprebbe che è sempre stato il mondo europeo a provare a invadere quello russo e mai viceversa.

E si sarebbe ugualmente consapevoli del fatto che, dagli anni novanta a oggi, la Russia non si è allargata nei suoi spazi, ma si è anzi contratta, laddove l’Occidente a stelle strisce ha un poco alla volta fagocitato i territori un tempo afferenti all’Unione Sovietica nel frattempo implosa. Si sarebbe insomma perfettamente consci del fatto che è l’Occidente a cercare la guerra con la Russia, la quale, come peraltro Putin ha più volte sottolineato, non ha alcuna intenzione e, soprattutto, alcun interesse di guerreggiare con l’Europa e con l’Occidente. Ripeto, tutto questo sarebbe chiaro come il sole se solo si sapesse ancora ragionare in termini storici.