A fine agosto sei ministri delle Finanze europei, Giancarlo Giorgetti compreso, scrivono a Bruxelles per chiedere un quadro comune che tassi gli extraprofitti delle compagnie energetiche: i margini sui prodotti raffinati, sostengono, crescono più dei prezzi del greggio. Nelle settimane seguenti Giorgetti fa del tema una priorità, convinto che i Paesi favorevoli siano in aumento ed si auspica che “il resto d’Europa si svegli”, con una discussione informale già fissata all’Ecofin di inizio ottobre. Dalla maggioranza arrivano i consensi, a partire da Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che rivendica: “Bene la richiesta dei Paesi europei, tra cui l’Italia, di una tassazione comunitaria degli extraprofitti per permetterci di arginare i prezzi della benzina“. Tutto cambia però martedì 6 ottobre a Strasburgo, al Parlamento europeo.
Nella plenaria di martedì il tema degli extraprofitti approda nella plenaria di Strasburgo, con un emendamento di S&D, Verdi e Left, sostenuto dal Movimento 5 Stelle. Il testo prende atto dell’impennata dei profitti di petrolio e gas dopo la guerra nel Golfo e la chiusura dello stretto di Hormuz, e chiede dunque alla Commissione di proporre “senza indugio” un prelievo sugli utili in eccesso delle grandi compagnie e di destinare il gettito a famiglie e PMI. Il testo, però, viene respinto: votano contro Fratelli d’Italia, Forza Italia e Vannacci, mentre la Lega si astiene.
La decisione ha scatenato non poche critiche nei confronti del centrodestra. Ne abbiamo parlato in diretta a Un Giorno Speciale con il fotoreporter Giorgio Bianchi e Savino Balzano, saggista e sindacalista.
Il voto di Strasburgo
Che il testo sia arrivato dalle opposizioni non basta a spiegare il no, per Giorgio Bianchi. “Capisco che se la mozione viene presentata dai tuoi rivali, insomma, non è mai una cosa lieta quella di doverla votare – dice in diretta – perché in qualche modo gli conferisci legittimità. Ma se tu credi in questa iniziativa, anzi la volevi proporre tu, nel momento stesso in cui la propongono gli altri, a quel punto tutti insieme appassionatamente la si può votare. Visto che quando si tratta di votare per il riarmo votano tutti insieme appassionatamente e non si fanno tanti scrupoli. In questo caso in cui bisognava andare a favore della gente, a favore del popolo. Il Generalissimo si allinea con tutti e vota contro”.
“In sede europea queste logiche di coalizione non ci sono”, fa notare Savino Balzano.
Promesse e programmi
Vannacci, secondo Balzano, è “molto, molto astuto nella gestione delle sue promesse”.
“Se ci fate caso, sull’euroscetticismo, cioè sulla critica feroce all’Unione Europea, Vannacci ha delle posizioni che sono abbastanza caute, o comunque sia tende spesso a mettere le mani avanti. Quando si è trattato di parlare dell’euro che cosa ha detto Vannacci? Che l’uscita dall’euro <<non è nel nostro programma>>, ma che ogni ipotesi è possibile. Il giochetto qual è? Siccome io so che figuraccia ha fatto la Lega sul tema dell’euro, che figuraccia hanno fatto i 5 Stelle sul tema dell’euro, che figuraccia ha fatto Fratelli d’Italia sul tema dell’euro, allora io non ve lo prometto. Però quell’elettorato che ancora ha una forte sensibilità euroscettica – perché c’è in Italia e non ha un’adeguata rappresentanza – allora può guardare a me”.
La strategia? “Io vi dico che l’uscita dall’euro, l’uscita dall’Unione Europea non sono nel programma. E un domani che arrivo a Palazzo Chigi, e non lo faccio, non venitemi a dire che ve l’avevo promesso, perché io non ve l’ho promesso. Però magari qualcosina riusciamo a fare, quindi votatemi lo stesso”.
“Purtroppo – osserva Balzano – questo tipo di paraculaggine politica noi la vediamo nelle votazioni, dove Vannacci, che sicuramente alcune posizioni anche radicali in Europa le assume – questo è innegabile – però in alcuni momenti rilevanti come questo tende ad uniformarsi. Credo che l’elettorato debba essere accorto e accorgersi di queste cose. Cioè, se un politico ti dice: non è nel mio programma ma vediamo, non ha molto senso come impostazione. È nel tuo programma o non è nel tuo programma? Lo vuoi fare o non lo vuoi fare?“.
Ascolta l’analisi integrale a Un Giorno Speciale | 9 ottobre 2026










