Il quadro economico peggiora: aumentano i prestiti in Italia, siamo al ventesimo mese consecutivo

Secondo l’ultimo rapporto dell’ABI, l’Associazione bancaria italiana, ad agosto 2026 i prestiti alle famiglie e alle imprese in Italia hanno continuato a crescere, segnando un incremento del 3,4% su base annua. Per i finanziamenti alle famiglie si tratta del ventesimo mese consecutivo di aumento; per quelli alle imprese, del quattordicesimo. Il tasso medio sul totale dei prestiti si è attestato al 4,19%, mentre quello sui mutui per la casa è salito al 3,56%. Nonostante la risalita dei tassi, l’ABI segnala che circa tre quarti dei mutui sottoscritti sono a tasso fisso: una scelta che protegge i nuclei familiari da ulteriori aumenti degli interessi. Restano, tuttavia, le preoccupazioni per un quadro economico in peggioramento, con un PIL poco brillante e previsioni prudenti da parte degli imprenditori. Ma guarda un po’: io ho a che fare tutti i giorni con gli imprenditori e posso dirvi una cosa. Un conto sono i dati statistici del settore, un altro è la pianificazione strategica della singola azienda. Molti imprenditori con cui lavoro segnalano risultati in controtendenza.

E per andare in controtendenza è fondamentale fare pianificazione. I tassi applicati alle famiglie e alle imprese sono variabili esogene, cioè fattori esterni sui quali l’imprenditore non può intervenire direttamente. Nella pianificazione strategica aziendale, invece, contano le variabili endogene: le scelte e le leve sulle quali l’impresa può agire. L’altro giorno ne abbiamo discusso con un’impresa metalmeccanica che dà lavoro a una settantina di famiglie. Ci sono fattori esterni, come i tassi segnalati dall’ABI, e poi ci sono le decisioni che gli imprenditori possono prendere. Dal mio punto di vista, queste decisioni contano molto di più per il futuro della singola azienda.

Potrei citarvi anche i dati sui depositi e sulla raccolta a medio e lungo termine: la raccolta complessiva è aumentata del 2,3% su base annua, raggiungendo quota 2.152 miliardi di euro. Ma, cari imprenditori, ve ne frega qualcosa? No. E perché? Perché, giustamente, ciò che vi interessa è il valore che crea la vostra impresa: il fatturato, la marginalità e la possibilità di dare lavoro alle decine di famiglie che lavorano con voi.