Parla Angelo D’Orsi: “Sul riarmo ho fatto notare una cosa in tv: non sono stati capaci di rispondere”

Una lettera informale recapitata alla NATO dall’ambasciata russa in Belgio ha catturato l’attenzione sull’area baltica. Mosca denuncia esercitazioni che simulerebbero l’isolamento di Kaliningrad e si dice pronta a impiegare l’intero arsenale per difenderla. L’Alleanza ha replicato di essere difensiva e di non rappresentare un rischio per alcuna parte del territorio russo. Ne abbiamo parlato con lo storico e fondatore di Agorà, Angelo D’Orsi, in diretta ai nostri microfoni.

Il Pentagono si chiama ormai “ministero della guerra” e il suo titolare parla di vittoria come unica condizione accettabile. Che ne pensa?

“Se fossi credente direi che è una blasfemia: è insopportabile usare così un concetto di divinità. Siamo davanti ai cascami dello scontro di civiltà teorizzato da Samuel Huntington, che a comunismo finito sentì la necessità di trovare un nemico, individuandolo nell’islamismo e in tutto ciò che era esterno alla civiltà bianca anglosassone protestante. C’era questa divisione del mondo in cui lo scontro per lui non solo era inevitabile, ma era necessario e benefico, perché così si fa progredire il mondo, così si fa progredire la civiltà. Se noi pensiamo che questi dovrebbero essere, come li chiama Bauman, gli intellettuali come legislatori, quelli che indicano le leggi della civiltà, e che invece si sono trasformati, appunto Bauman dice, in tecnici, in interpreti, cioè semplicemente portano avanti le linee che un padrone, un mercato, indica loro, rinunciando al loro ruolo essenziale, cioè di portatori di quella fiaccola di verità.

E la verità cos’è? Qui mi riferisco a Gramsci, al mio Gramsci: è proprio quella aletheia greca, cioè il disvelamento. Togliere il velo che la propaganda mette per impedirti di vedere cosa c’è dietro il velo. Noi questo dovremmo fare, tutti noi, ciascuno nel suo ambito, insegnando, scrivendo, parlando, lavorando in radio, in televisione, sulla rete. Ma questo lavoro deve essere incessante, continuo, perché stanno per sommergerci tutti. E prima ancora che i proiettili e i droni, ci sommergeranno le menzogne“.

Che cos’è la propaganda oggi?

“Gramsci parla di senso comune: qualcosa che respiriamo, introiettiamo e diffondiamo come portatori sani di un virus. Passa da giornali, telefonini, canzoni, cinema, editoriali: un cibo che non ci accorgiamo essere velenoso. Ti dà anche certezze, perché ti colloca in un campo. L’antidoto, sempre Gramsci, è il buon senso, che mette a nudo le sciocchezze della propaganda. Ci hanno spiegato che il riarmo europeo serviva perché la Russia stava per invadere. Ma perché Putin dovrebbe aspettare che ci riarmiamo? Se vuole attaccarci, ci attacchi subito. L’ho detto in televisione e non sapevano cosa rispondere”.

E su Kaliningrad?

“La tensione sale da giorni, ma a farla salire siamo noi occidentali. La Russia ci ha già dato vari avvertimenti quando ci ha detto: ‘Attenzione, vi ricordiamo che noi abbiamo a disposizione delle armi, le armi estreme. Attenzione, perché siamo costretti a considerare obiettivi legittimi anche quelle località’, citando anche i paesi come l’Italia, ‘dove vengono prodotti componenti o interamente droni o missili che attaccano il nostro territorio, noi quelli li consideriamo obiettivi legittimi’. E la risposta nostra è sempre stata: ‘Ecco, Putin alza la voce e ci attacca minacciando l’arma atomica!’. E poi però hanno anche detto: ‘Sì, però tanto sarebbero atomiche tattiche, più di tanto non farebbero’. E hanno anche calcolato che in fondo ci potrebbero essere ‘non più’ di 300.000 morti”.

“La responsabilità di questi morti, se ci saranno, sarà in capo secondo me, prima ancora che alla von der Leyen – che per me è il fascismo assoluto oggi in Europa – ai vari giornalisti, intrattenitori televisivi che hanno raccontato una realtà rovesciata”.

L’intervento da Giorgio Bianchi e Francesco Vergovich | 1 ottobre 2026