A settembre 2026 l’ISTAT ha registrato una fluttuazione negativa generalizzata, segnalando un calo marcato nel clima di fiducia sia dei consumatori sia delle imprese. In particolare, l’indice di fiducia dei consumatori subisce una contrazione significativa, scendendo da quota 94,5 a quota 91,2. Parallelamente, l’indicatore composito relativo al clima di fiducia delle aziende diminuisce anch’esso passando dal 97 al 95,9.
Sono indicatori statistici e quindi dicono poco. Quello che però è importante è capire il senso di queste misure, e cioè la gente non ha più fiducia. Questo arretramento delle imprese interrompe bruscamente una fase relativamente positiva durata 3 mesi consecutivi di crescita costante. E per quanto concerne i consumatori, la dinamica congiunturale risente in parte anche di alcuni aggiornamenti tecnici introdotti nella rete di rilevazione.
Ecco, io in merito al tema della fiducia delle imprese vi voglio dire che non è proprio assoluto. Cioè, le statistiche sono un po’ come nella poesia di Trilussa, in cui uno mangia 2 polli, uno ne mangia 0 e in media hanno mangiato un pollo a testa.
Questi discorsi statistici lasciano il tempo che trovano. Io farò un evento a Milano il 26 novembre, sarà dal vivo e io parlerò agli imprenditori e parlerò della solitudine dell’imprenditore. Parlerò soprattutto di come fare a uscire dal ragionamento statistico per entrare in un ragionamento personale. Non mi appassionano più i discorsi statistici come non mi appassionano i discorsi politici.
L’imprenditore oggi è solo, ebbene, allora deve prenderne atto e coraggiosamente fare il proprio compito, cioè di fare navigare la nave anche in momenti difficili. E vi posso dire che moltissimi ci riescono. Quindi il deterioramento degli indici riflette le crescenti preoccupazioni dei cittadini di fronte all’incertezza del quadro macroeconomico generale, e la frenata della fiducia produttiva evidenzia le difficoltà incontrate dagli operatori in un quadro di costi elevati e domanda debole. Va benissimo, ma quello che io faccio con gli imprenditori è prendere atto della situazione ma poi risolverla. Cioè, piangersi addosso non serve a nulla, capite?
Leggere i giornali o leggere le statistiche, i dati diffusi dell’ISTAT, è diventato opposto al discorso su chi ha voglia di fare, investire, e le cose gli vanno molto bene. Quindi la media del pollo secondo me statisticamente poco interessante. Meglio essere quello che mangia il pollo piuttosto che quello che rimane a pancia vuota.
Valerio Malvezzi, 12 ottobre 2026










