Malpensa intitolata a Berlusconi: l’Italia divisa anche post mortem

Ebbene sì, è stato infine intitolato a Silvio Berlusconi l’aeroporto di Milano Malpensa, il secondo più importante, lo ricordiamo, dopo Roma Fiumicino. Come era prevedibile la scelta ha fatto ampiamente discutere, generando forti polemiche a tutto campo. Insomma il Cavaliere di Arcore riesce a dividere gli italiani anche post mortem.

Il peso di Berlusconi nella storia italiana

Quale che sia il nostro giudizio sulla figura di Silvio Berlusconi, indubbiamente egli ha rappresentato nel bene e nel male una parte rilevante della più recente storia italiana e non si può fare certo finta che egli non sia mai esistito e che non abbia avuto il suo peso specifico nel paese. In particolare Silvio Berlusconi ha incarnato la svolta neoliberale dell’Italia dopo la caduta del muro di Berlino e dopo Tangentopoli, trasformando nell’immaginario collettivo l’Italia da paese e nazione in azienda da amministrare secondo la ratio calcolante. Come amava ripetere il mio maestro Costanzo Preve, peggio del berlusconismo poteva esserci soltanto l’antiberlusconismo.

Quest’ultimo ha permesso alla sinistra metamorfico-kafkiana di abbandonare il proprio glorioso passato rosso di lotta al capitalismo e all’imperialismo per ridefinire e riscolpire la propria identità in chiave moralistica nella forma di una lotta per l’onestà e per il giustizialismo. Insomma l’antiberlusconismo ha permesso alla sinistra postcomunista di abbandonare il programma di Marx per trasformare la lotta contro il capitalismo in lotta giustizialista contro il Cavaliere di Arcore. E in effetti nei vent’anni di berlusconismo l’Italia è stata letteralmente sequestrata da una polemica demenziale, una polemica che ha contrapposto gli italiani in berlusconiani e in antiberlusconiani e ha de facto offuscato integralmente lo sguardo in relazione alle contraddizioni sociali, economiche e geopolitiche. Una situazione sotto ogni riguardo tragica ma non seria.

Un giudizio critico ma sobrio

Per tentare una sintesi ardita diciamo che Silvio Berlusconi è stato peggiore dei politici che lo hanno preceduto ma migliore di quelli che sono venuti dopo di lui. Non siamo mai stati berlusconiani sia chiaro ma abbiamo difeso a spada tratta Berlusconi nel 2011 quando l’Italia subì un vero e proprio colpo di stato economico voluto da Bruxelles e dal padronato cosmopolitico e abbiamo sempre riconosciuto volentieri che sul piano della politica estera Berlusconi era decisamente più rispettabile di molti politici venuti prima di lui e di tutti quelli venuti dopo di lui.

Questo in sintesi il nostro giudizio critico ma sobrio sulla figura di Berlusconi.

Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego Fusaro