La signora Kallas, tra le più impenitenti euroinomani delle brume di Bruxelles, tra le più incallite, nomina sunt omina, sostenitrici della russofobia radicale e dell’esigenza di contrastare senza se e senza ma la Russia, magari giungendo presto alla guerra con essa, ha svolto in questi giorni alcune dichiarazioni che meritano davvero di essere pur celermente commentate.
Armi a Kiev, scuole a pezzi
La signora Kallas ha anzitutto esortato chiunque disponga di riserve di missili Patriot a destinarli a Kiev, ovvero al guitto Zelensky, all’attore Nato, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. L’Unione Europea non si smentisce, continuando a inviare danari e armi all’Ucraina e ipocritamente ripetendo che lo fa per propiziare la pace, con la stessa credibilità del pompiere che gettasse benzina sull’incendio o del medico che prescrivesse massicce dosi di zucchero ai suoi pazienti malati di diabete. Le scuole pubbliche cadono a pezzi, la sanità nazionale al collasso, e noi continuiamo a destinare ostinatamente fondi e armi a Kiev. Benvenuti nell’Unione Europea, tempio vuoto che santifica il turbocapitalismo imperialistico sans frontières.
Oltre a ciò, la signora Kallas ha asserito che, secondo i servizi segreti europei, la Russia è in procinto di produrre nuovi sabotaggi ai danni dell’Europa. Le fa eco l’ordine discorsivo europeisticamente corretto, il quale ripete a tambur battente che presto, nelle elezioni europee, potrebbero registrarsi perniciose interferenze russe.
Putin, il Goldstein di Bruxelles
Come infinite volte abbiamo evidenziato, l’Unione Europea fa di tutto, letteralmente, per provocare la Russia e per cercare in ogni guisa il casus belli, fingendo però, con massima ipocrisia, che sia la Russia a volere la guerra. Putin stesso, che pure ha dichiarato più volte di non avere alcuna intenzione e alcun interesse a guerreggiare con l’Europa, viene continuamente evocato come il responsabile perfido di ogni guaio e di ogni contraddizione. Per tutto quel che accade in Europa, la colpa deve essere sempre e comunque di Vladimir Putin.
Anche questo, come molto altro del resto, richiama nemmeno troppo obliquamente il celebre romanzo distopico 1984 di George Orwell. Così leggiamo ad esempio nel capolavoro orwelliano: “Sul teleschermo era comparso, come al solito, il volto di Emmanuel Goldstein, il nemico del popolo. Era il traditore originario, colui che per primo aveva contaminato la purezza del Partito. Tutti i successivi crimini contro il Partito, tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, derivavano direttamente dal suo insegnamento.” Così scriveva George Orwell e, possiamo dirlo senza tema di smentita: de nobis fabula narratur.










