“Cosa c’è che non va?!?” Si chiedeva Vasco nel 1987 tra le note di uno dei suoi tormentoni.
La Signora non fa nemmeno più finta di godere, ha voltato le spalle anche alla finzione.
Una società ed una squadra che stanno perdendo la voglia di essere quello che sono sempre stati: la più blasonata “provinciale” d’Italia e d’Europa.

Nel suo DNA c’era “il prima la gamba e poi il pallone”, nonostante sul prato verde ci fossero delle meravigliose ballerine del Moulin Rouge.
Uno spirito ed una mentalità con origini lontanissime, un profondo senso di appartenenza e desiderio di non lasciare mai nulla all’ avversario.
L’attuale compagine guidata dall’oratore di Certaldo è carente di quell’ anima, di quella intensità di periferia che l’hanno resa capitale del calcio.

Sfogliando nell’ album di Cagliari-Juventus potete trovare una fotografia che più di altre simboleggia quasi alla perfezione tutto quello che sto provando a raccontarvi:
minuto (nemmeno lo ricordo più).
Kolo Muani ha la sfera sul piedone per il sorpasso…
Il finale lo conosciamo tutti.
Juve, devi tornare ad essere un maschiaccio sporco e puzzolente.

Nicola De Bonis, 12 ottobre 2026