JUVENTUS – Sessantaquattro minuti, poi il cambio con Nico Gonzalez e lo sfogo in panchina: a Vigo Francisco Conceiçao ha acceso il caso nella serata in cui la Juventus ha centrato la seconda vittoria in due gare di Europa League. Il portoghese ha smentito qualsiasi lite: “Non ho litigato con nessuno”. Ma il confine tra sfogo e protesta resta sottile.
Il cambio e lo sfogo
Al 64′ di Celta Vigo-Juventus Luciano Spalletti richiama l’attaccante e getta nella mischia Nico Gonzalez. Le ricostruzioni dei quotidiani parlano di un confronto acceso con un collaboratore dello staff e di colpi ripetuti ai sedili, poi il rientro negli spogliatoi. Il giocatore, ai microfoni di Sky, racconta di aver solo cambiato la maglia e di essere tornato in panchina dopo pochi minuti, riducendo tutto a un colpetto.
Non è un episodio isolato: già dopo il derby col Torino dello scorso novembre un suo gesto, poi attribuito a un cameraman troppo invadente, aveva fatto il giro del web.
Tony Damascelli, a Radio Radio Mattino – Sport & News, non ha dubbi: una reazione “tipicamente isterica, infantile, capricciosa”. Il nodo è la percezione di sé di chi “si considera intoccabile” e poi viene sostituito, dopo un’ora giudicata sottotono. E il gesto è quello: “Ha preso a calci la panchina”.
Una protesta a metà
Sul piano disciplinare il giudizio è senza appello: “Pagherà per questo, ci mancherebbe altro”. Le scuse e la smentita di qualsiasi lite non spostano il quadro, e la versione del giocatore, arrivata a caldo a fine partita, resta agli atti accanto alle immagini diffuse dalle tv. La contraddizione sta altrove: mancherebbe il coraggio di “andare fino in fondo” in quella che resta “una protesta comprensibile”.
Per Damascelli la spiegazione è tutta qui: “È un giocatore come noi giornalisti, ha voglia di giocare, punto”.










