Confindustria dice che sono a rischio un milione di posti di lavoro, secondo Cerved andranno in default il 10% delle aziende italiane, con un altro 26% di aziende a rischio. La CGIA Mestre parla del 40% delle micro imprese a rischio chiusura, l’Istat del 38%. Qualunque statistica si scelga di guardare, il futuro degli italiani è incerto. Milioni di posti di lavoro sono a rischio e con essi, naturalmente, sono a rischio le famiglie e l’intera economia del paese.

Ci sono delle soluzioni? Secondo l’economista Valerio Malvezzi sì e le ha riassunte per noi in quello che lui stesso ha chiamato “pacchetto lavoro“.

Tre proposte di legge, tre punti, tre idee che non sono efficaci soltanto potenzialmente, ma lo sono concretamente se si tiene conto del fatto che i paesi più ricchi d’Europa si basano proprio su questi principi.

Lo ha spiegato in diretta a ‘Un giorno speciale’, ecco cosa ha detto Valerio Malvezzi a Francesco Vergovich e Fabio Duranti.

Autunno nero, milioni di lavoratori a rischio ► Malvezzi: “Il mio piano salva-lavoro in 3 punti”

“Io ho tre proposte di legge che chiamerei ‘Pacchetto lavoro’.

1 – Incentivo alla creazione di start up o nuove imprese

Se noi perdiamo milioni di lavoratori dipendenti soprattutto nelle micro imprese quello che bisogna fare è creare nuove imprese. Come bisogna fare? Non fare pagare le tasse alle nuove imprese per i primi tre anni. In Italia quando nasce una nuova impresa il primo anno di attività invece che pagare meno, si paga il doppio di tasse. Non di rado per il primo biennio paghi più del 100% del reddito imponibile e molti lo scoprono dopo che aprono un’attività. Perché tre anni? Perché è statisticamente la mortalità delle nuove imprese.

2 – Incentivo alle assunzioni

I piccoli imprenditori non riescono a trovare lavoratori perché tra prendere 1200 euro per fare il bracciante agricolo e prenderne 800 del reddito di cittadinanza per stare sul divano molti preferiscono stare a bere birra sul divano. Perché pagare persone perché non lavorino? Io ho parlato con tantissimi imprenditori, tutti assumerebbero immediatamente delle persone se avessero un bonus fiscale sul costo dell’assunzione.

3- Ridurre costi della politica

Parliamo di costo della politica, perché ridurre il numero dei parlamentari? La mia proposta è semplice: si fa una legislatura, poi si torna a lavorare, dopo cinque anni si può tornare alla vita politica ma ci torni con il reddito che avevi da privato. Cioè da parlamentare prendi come stipendio la media della dichiarazione dei redditi degli ultimi tre anni. Basta mettere dei tetti, per esempio quello di un lavoratore pubblico, e in quei cinque anni torni nel mondo del lavoro e capisci che cos’è quel mondo”.


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