Vatileaks 2, il segretario della Cei Galantino: «Attico Bertone? Se vero è vergognoso»

epa01172998 Vatican's Secretary of State, Cardinal Tarcisio Bertone talks during a press conference at Casa Rosada, presidential residence in Buenos Aires, Argentina, 14 November 2007, after a meeting with the Argentina's First Lady and elected president, Cristina Fernandez de Kirchner, and current President, Nestor Kirchner. Bertone participated last Sunday in the beatification ceremony of Ceferino Namuncura.  EPA/Cezaro De Luca

Le carte del cosiddetto dossier Vatileaks mostrano una realtà di «incoerenza», che «deve fare vergogna» ma «ci sono nomi e cognomi»; la «realtà negativa», «le incoerenze non sono lo stile di tutta la Chiesa». E comunque se si sta operando per correggere le storture è perchè lo vuole Papa Francesco e «perchè è questo nel dna della Chiesa, quella sana, che è la stragrande maggioranza».

A parlare è il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nunzio Galantino. Se le circostanze che emergono dalle carte trafugate saranno «accertate», compresa la ristrutturazione dell’attico del cardinal Bertone con i soldi dell’ospedale Bambino Gesù, questo sarebbe «un fatto del quale vergognarci e al quale porre rimedio».

Sempre sulla vicenda dell’attico dell’ex Segretario di Stato, secondo notizie di stampa, il nuovo management dell’ospedale pediatrico del Vaticano, nominato da meno di una settimana, sarebbe intenzionato a chiedere indietro al cardinale quei 200mila euro versati in passato dalla Fondazione per la ristrutturazione dell’appartamento. Ma «la “notizia” – sottolinea Galantino parlando al programma di Maria Latella a Sky Tg24 ancora del caso Vatileaks – è che c’è un Papa che, accogliendo l’invito dei cardinali prima che venisse eletto e accogliendo l’invito di Papa Benedetto XVI, ha scelto come priorità quella di guardare all’interno della Chiesa, per vedere il livello di coerenza con il Vangelo».

Intanto la Cei aprirà domani il 5/o Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze. Un appuntamento importante, preparato a lungo, che si tiene ogni dieci anni. Saranno 2.500 i delegati, tra vescovi, laici e religiosi. «Ci ritroveremo insieme – spiega mons. Galantino – per verificare come la Chiesa sta camminando e mostreremo che sono tantissime le realtà straordinarie della Chiesa». E martedì a Firenze è atteso anche il Papa, che giungerà al convegno della Cei dopo una prima tappa a Prato. «Domani – ha ricordato lo stesso Bergoglio oggi all’Angelus -, a Firenze, avrà inizio il 5 Convegno Ecclesiale Nazionale, con la presenza dei vescovi e dei delegati di tutte le diocesi italiane. Si tratta di un importante evento di comunione e di riflessione, al quale avrò la gioia di partecipare anch’io, nella giornata di martedì prossimo».

Da Firenze il card. Giuseppe Betori nell’omelia della messa domenicale ha spiegato: «Questa città dalla sua storia ha appreso come ogni vero umanesimo o si fonda sulla carità o diventa un progetto di arroganza e orgoglio da cui scaturiscono lutti e rovine per il mondo». E ha aggiunto: «I poveri hanno molto da insegnare a un nuovo umanesimo, in quanto ricordano che l’uomo perfetto, Cristo Gesù, si fece povero per redimere la nostra umanità». «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo» è il tema del Convegno Cei che si chiuderà il 13 novembre.

Il Messaggero