Tsipras ferma il calcio greco Totti: «Facciamo come loro»

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Il calcio greco, alla fine, si ferma per una giornata. Il viceministro dello sport del governo Tsipras, Stàvros Kondonìs, inizialmente aveva annunciato lo stop a tutte le partite, da quelle della massima serie sino a quelle del campionato dilettanti, per un tempo illimitato. In serata, poi, dopo un incontro con il primo ministro Alexis Tsipras si è deciso di imporre lo stop alla massima serie solo per la prossima domenica e di verificare, tra una settimana, se i club intendano assumere delle iniziative concrete ed urgenti contro la violenza negli stadi.
IL MESSAGGIO
«Quando ci sono incidenti come è successo prima di Roma-Feyenoord si dovrebbe fare come in Grecia – spiega da Rotterdam Francesco Totti – e quindi prendere seri provvedimenti, oppure multare o fermare le società di questi tifosi che fanno questi casini. Ma in Italia purtroppo non succederà mai».
LA SCINTILLA

La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono stati gli scontri tra le tifoserie dell’Olympiakos e del Panathinaikos, nel corso del derby tra le due squadre, lo scorso fine settimana. Il viceministro con delega alo sport, parlando con Tsipras, davanti ai giornalisti, ha sottolineato che «solo per caso, fortunatamente, non ci sono state vittime». La tensione, tuttavia, non riguarda solo i tifosi. Nel corso della riunione della Federcalcio greca, due giorni fa, si erano registrati nuovi momenti di tensione: basti dire che il vicepresidente del Panathinaikos è stato colpito al volto da un uomo che – secondo la versione della squadra – farebbe parte degli uomini della sicurezza del presidente del club avversario, l’Olimpiakos. Ieri il presidente del Panathinaikos, Jannis Alafouzos, si è recato – come ha reso noto lui stesso – alla polizia, per denunciare il presidente dell’Olympiakos, Vanghelis Marinakis ed uno degli uomini della sua sicurezza per tentata aggressione.
LE CONTROMISURE

Nel tentativo di placare gli animi e svelenire il clima, il governo chiede ai club di impegnarsi perché venga introdotto in tempi molto brevi il biglietto elettronico e possa essere montato un numero adeguato di telecamere in tutti gli stadi del paese. L’esecutivo Tsipras vuole, inoltre, che le associazioni di tifosi vengano trasformate in circoli, nella speranza di poter isolare più facilmente le frange estremiste.
È la terza volta dall’inizio della stagione calcistica che si decide di interrompere il campionato greco, a causa di scontri e tensioni . «Sono tutti d’accordo nel constatare che i responsabili non possono o non riescono a organizzare dei campionati senza ombre e senza violenze», ha dichiarato il viceministro Kondonìs.
LA FEDERAZIONE E LE SOCIETÀ

La Federazione Gioco calcio della Grecia ha ribadito con forza, nel corso di tutta la giornata di ieri, che uno stop prolungato al campionato può creare seri problemi agli impegni delle squadre elleniche in Europa, riuscendo cosi, alla fine, a convincere il governo. I club chiedono che per le violenze e gli scontri vengano punite anche le persone fisiche ed il nuovo governo si dice pronto a discutere un nuovo quadro normativo condiviso. Quello che si chiede alle squadre della massima serie, tuttavia, sono degli impegni precisi per controllare la violenza, a partire dagli atteggiamenti e dalle dichiarazioni dei loro presidenti. Anche perché è chiaro a tutti che la Grecia, in questo momento – dopo le estenuanti trattative con i suoi creditori – ha bisogno di tutto meno che di nuovi fronti, dove sfogare, in modo incontrollato, la frustrazione e il malcontento creati da cinque anni di austerità.

Il Messaggero