Triplo Higuain, ahi Lazio

NAPOLI_LAZIO_3-2

El Pipita contro l’Apache. Diciassette reti contro diciotto. C’è qualcuno in casa partenopea che sogna ancora il sorpasso alla Juve. Anche se in palio non c’è lo scudetto ma la classifica dei cannonieri. La prima tripletta in campionato di Gonzalo Higuain accende l’entusiasmo dei quarantamila del San Paolo. L’urlo finale è tutto per il campione argentino che chiude la sua domenica da copertina andando ad abbracciare il maestro Rafa. Il segno di pace tanto atteso dopo qualche incomprensione del passato. El Pipita può vincere la classifica dei goleador. La sfida con Tevez si deciderà allo sprint con il giovane Immobile e l’intramontabile Toni come possibili incomodi. Il fuoriclasse argentino, che è riuscito a non far rimpiangere Cavani, intanto ha già vinto il confronto a distanza con il primo anno in maglia partenopea del divino Diego. Maradona si fermò a quota quattordici. Ma è un paragone che El Pipita vive con imbarazzo. Diego è Diego. Comunque inimitabile. Higuain è arrivato a 24 centri stagionali, con l’aggiunta di undici assist. L’obiettivo è di provare a toccare quota trenta. C’è ancora qualche partita in campionato e la finale di Coppa Italia. Provarci è un dovere.

Quota 600 El Pipita spacca la partita nella ripresa dopo un primo tempo senza lampi. Le squadre vanno al riposo sull’1-1 frutto di un micidiale diagonale di Lulic (perso incredibilmente da Albiol) e di un siluro da circa venticinque metri di Mertens. Un’altra delle ali che stanno regalando spettacolo in questo campionato. Gara in equilibrio, insomma, che salta per aria dopo tre minuti del secondo tempo. Higuain è in fuorigioco quando triangola con Mertens: il belga poi, al momento del tiro viene messo giù da Cana. Rigore ed espulsione per doppio giallo. Ma l’azione doveva essere cancellata. Dal dischetto il fenomeno argentino fa centro. E inizia il suo show. Gonzalo bissa al 22’ con un fantastico controllo al volo e conclusione imparabile e chiude (4-2) con un altro numero da bomber vero bruciando ancora una volta il fragile Novaretti. Dribbling e conclusione imparabile per Berisha. Tanta roba. Questo Higuain è l’anima vincente di un Napoli, alla sua vittoria numero 600 in campionato al San Paolo, che vuole chiudere la stagione con un terzo posto che non è male e alzando la Coppa Italia.

Difesa ballerina Rafa, però, farà bene a dare uno sguardo anche all’altro Napoli. Reina è l’unico a salvarsi di un reparto difensivo sempre in difficoltà. Disastroso Albiol, insicuro Britos, balbettante Fernandez. Su questo fronte Benitez ha molto da lavorare. Non ha convinto al cento per cento neppure la coppia di centrocampisti Behrami-Jorginho. Molto impegno, molta aggressività soprattutto da parte del nazionale svizzero ma poche idee in fase di costruzione di gioco. E la Lazio? La squadra di Reja si è lamentata per alcune decisioni arbitrali. Proteste corrette per il fuorigioco di Higuain nell’azione del rigore-espulsione-gol mentre non è fallosa la deviazione di Mesto sul cross di Cavanda. La squadra biancoceleste vede allontanarsi il sogno Europa League ma basta leggere l’elenco degli indisponibili (sette infortunati e uno squalificato) per capire che Reja ha più di un’attenuante. E comunque ha fatto soffrire il Napoli fino all’ultimo minuto. Non un avversario qualsiasi.

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