Tavecchio è il nuovo presidente della Figc

TAVECCHIO_CARLO

Alla fine, Carlo Tavecchio diventa presidente della Figc. Il numero 1 della Lega Dilettanti conquista via Allegri alla terza votazione espressa dall’assemblea della federcalcio riunita all’Hilton Airport di Fiumicino. Completa la missione dopo 2 settimane di fuoco, infiammate dalle polemiche per la gaffe razzista sui calciatori extracomunitari ‘mangiabananè commessa nell’assemblea della LND del 25 luglio. Il 71enne candidato delle leghe ottiene il 63,63% dei voti, il suo rivale Demetrio Albertini si ferma al 33,95%. La fumata bianca arriva alla fine di una giornata interminabile, caratterizzata da tensioni e scintille tra gli esponenti dei due schieramenti. Temperatura alta, in particolare, in Serie A. La massima divisione, arrivata a Fiumicino con 8 club ‘no Tav’, si divide tra sostenitori del neopresidente e schede bianche. Il quadro appare già chiaro dopo la prima votazione. Per vincere servirebbe il 75% dei consensi, il presidente della Lega Dilettanti non va oltre il 60,2%, mentre Albertini arriva al 35,46%. L’ex calciatore ottiene i voti degli atleti, dei tecnici, degli arbitri e di qualche club. L’esito finale della consultazione non è in discussione, resta da stabilire quando arriverà il triplice fischio. I riflettori sono puntati in particolare sulla Serie A, l’unica lega attraversata da fibrillazioni rilevanti. Serie B, Lega Pro e Dilettanti formano un blocco compatto. Nella massima divisione, Tavecchio ottiene il sostegno di 13 società al primo round. È il momento di riflessioni, calcoli e analisi nei corridoi dell’albergo. Claudio Lotito, presidente della Lazio e pilastro ‘pro Tavecchio, recita un ruolo attivo fino alla fine. Accompagna colleghi al seggio, quasi li spinge dentro, si assicura che nessuno si perda. Il fronte ‘No Tav’, che ruota attorno all’asse Roma-Juventus-Torino, al massimo può prolungare la sfida, ma non ha chance di riaprire la contesa. Nella seconda votazione, in Serie A i club a favore del candidato forte si riducono a 11 e aumentano le schede bianche. Il presidente dei Dilettanti avrebbe bisogno del 66% dei consensi nella tornata numero 2. Anche in questo caso, si ferma a pochi passi dal traguardo: 63,18%, vantaggio abissale (Albertini 34,07%) ma la festa è rinviata. La fumata bianca arriva al terzo tentativo, quando serve una semplice maggioranza assoluta. Il fronte ‘sì Tav’ fa centro con il 63,63%, Albertini chiude al 33,95%. Tavecchio riceve gli applausi della sala, abbraccia il presidente uscente Giancarlo Abete e comincia l’avventura leggendo una breve dichiarazione: meglio evitare discorsi a braccio, dopo le recenti esperienze. «Dalle vicende delle scorse settimane ho tratto insegnamenti che metterò a frutto -dice-. In un’epoca in cui si dà più risalto alla potenza delle parole piuttosto che dei pensieri e all’apparire piuttosto che all’essere, cercherò di migliorare il mio modo di essere un pò ruvido e senza glamour come qualcuno lo ha definito ultimamente». Agli avversari viene concesso l’onore delle armi: «Vorrei ringraziare anche coloro che legittimamente hanno fatto scelte diverse. Sarò il presidente di tutti, soprattutto di coloro che hanno espresso dissenso. Giudichiamo solo dopo che avremo fatto delle cose insieme. Con le parole non sono mai stato a mio agio, ma le riforme nel nostro sistema possono farsi solo insieme», aggiunge. «Come detto nel mio programma, non ci sono uomini della provvidenza né ricette magiche. Esiste la cultura del lavoro e senza perdere altro tempo invito tutte le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi all’opera». Per cominciare, bisogna nominare il nuovo ct: «Non farò conferenze subito, ma prometto che entro il 18 agosto mi presenterò con la lista del lavoro fatto questa settimana. Da domani mi metterò a disposizione della federazione. Non ho fatto ancora nessun approccio per il ct e nessuna operazione di una nuova governance, che dovrà essere condivisa con il consiglio federale».

IL TEMPO