Suicidio in Questura: ragazzo 22enne si getta dalla finestra del terzo piano

WCENTER 0XMMCDNAIL                Una veduta esterna della Questura di Milano, dove un ispettore della Polizia di Stato si e' tolto la vita sparandosi con un colpo di pistola, 23 dicembre 2012. L'uomo oggi era di turno. A trovarlo, riverso a terra, sarebbe stato un collega arrivando negli uffici della Mobile. Non è chiaro, al momento, se l'uomo abbia lasciato detto o scritto qualcosa. Secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato trovato un foglio, o una lettera, ma gli accertamenti sono in pieno corso e al momento il particolare non ha trovato conferma. ANSA/DANIELE MASCOLO   Suicidio negli uffici della squadra mobile della questura di via fatebene fratelli. Ispettore di polizia si spara un colpo di pistola . Milano, domenica 23 dicembre 2012.  ANSA/DANIELE MASCOLO

Un ragazzo di 22 anni, Gianluca Mereu, incensurato, è morto domenica mattina lanciandosi da una finestra al terzo piano della Questura di Milano, sul lato prospiciente corso di Porta Nuova. Il dramma è avvenuto alle 7.30, dopo una nottata di tensione: il ragazzo era stato accompagnato in Questura da una volante, dopo che una vicina aveva chiamato la polizia per aver sentito i rumori di una violenta lite in casa. Il giovane, particolarmente muscoloso e atletico, aveva picchiato i genitori con violenza, anche al volto, al punto che la madre si era rifugiata al Commissariato Città Studi per trovarvi riparo ed il padre era scappato a casa del figlio maggiore.

Rintracciato in stato confusionale

Una volta giunti sul posto, gli agenti hanno trovato l’appartamento aperto e vuoto. Mentre procedevano ad una ispezione, vi hanno fatto ritorno il padre e il figlio maggiore che, subito dopo, si è unito ai poliziotti nella ricerca del fratello Gianluca. Il 22enne è stato rintracciato, in forte stato confusionale, nei pressi della chiesa di piazza Bernini: pronunciava frasi farneticanti a sfondo religioso. Convinto dal fratello maggiore e dai poliziotti, Gianluca Mereu è stato accompagnato in Questura alle 6.30 circa.

Il trasferimento in ospedale

Qui, considerato che il ragazzo continuava ad pronunciare frasi senza senso, non è stato preso in carico dalle camere dei fermati, ma immediatamente sottoposto ad accertamenti da parte del personale 118, nel frattempo fatto intervenire. I sanitari hanno rilevato «parametri medici assolutamente nella norma ed una condizione di apparente serenità del ragazzo» che, tuttavia, continuava a richiedere un aiuto sanitario. Si è quindi deciso di accompagnarlo, con il suo consenso, in ospedale per ulteriori accertamenti. E qui è avvenuta la tragedia.

La tragedia

Nel momento di spostarsi verso il cortile interno per raggiungere l’ambulanza Gianluca, con uno scatto repentino da vero atleta qual era, ha imboccato la vicina rampa di scale e, giunto al terzo piano nell’atrio della Divisione Polizia Anticrimine, si è lanciato dall’unica finestra, precipitando su un terrazzamento al primo piano. È morto sul colpo. Un altro equipaggio, alla presenza dei familiari, aveva nel frattempo proceduto ad una perquisizione in casa, dove sono stati trovati circa 70 grammi di marijuana. In casa c’erano anche numerosi attestati sportivi, a testimoniare l’ottima forma atletica del giovane, che aveva praticato thai boxe. Entrambi i genitori recavano i segni delle botte prese dal figlio, ma non hanno parlato di episodi precedenti a quello della notte.

Il racconto della madre

La madre, 58 anni, dopo l’aggressione è scappata al commissariato Città Studi. Lì c’era solo il centralinista, a cui ha raccontato che la famiglia aveva cenato e che poi, alle 21, Gianluca era uscito. Alle 4 è rientrato in casa e senza motivo ha colpito i genitori. Sembra che fosse molto agitato. Quando si è presentata in commissariato, attorno alle 4.30, la donna aveva un vistoso ematoma sotto l’occhio sinistro. Il centralinista, raccolta la sua versione, ha chiamato un’automedica: il dottore ha medicato la donna e l’ha riportata a casa.

«Nessun reato»

«Non ci sono ipotesi di reato né emergono anomalie dalla ricostruzione dei fatti», ha dichiarato il pm di turno, Tiziana Siciliano, sul posto per gli adempimenti e gli approfondimenti del caso. «È stato un gesto assurdo e imprevedibile – ha proseguito il pm – Il ragazzo era calmo prima di correre verso le scale. Era in mezzo a quattro addetti del 118 e a tre agenti, un numero di persone sufficiente per un caso del genere». E a proposito delle frasi a sfondo religioso: «Stava cercando di capire cosa fare della propria vita – ha continuato il pm – una cosa normale a 22 anni». Solo l’autopsia potrà chiarire se era sotto effetto di stupefacenti. «Il questore Luigi Savina, a nome di tutti gli operatori della polizia di Stato della Questura di Milano, esprime cordoglio per il drammatico evento occorso questa mattina rappresentando la propria vicinanza alla famiglia del ragazzo deceduto», si legge in una nota della Questura. «Ogni accertamento volto a chiarire i dettagli della vicenda è stato puntualmente avviato. Allo stato non sono emersi dubbi o perplessità sulla ricostruzione di quanto accaduto, che è avallata anche dalla visione delle telecamere interne alla Questura».

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