Sassuolo-Juventus, Zaza: “Se continuo così il mio futuro sarà bianconero”

ALLEGRI_JUVENTUS
“Negli spogliatoi ho incontrato Marotta e Paratici. Mi hanno fatto i complimenti, ma mi hanno raccomandato di segnare anche agli altri… Io, intanto, però ho esultato. Non potevo non farlo”. Dite quel che volete, ma Simone Zaza non è un giocatore banale. E non stupisce che sia lui l’uomo che ha costretto la Juve a riposarsi il settimo giorno, forse per convincere definitivamente i bianconeri a pagare i 15 milioni che servono per contro-riscattarlo dal Sassuolo. Sarà il caso che a Torino ci pensino, se non altro per non ritrovarselo contro, visto che Simone, in neroverde, continua a dare dispiaceri a chi ha creduto in lui solo a metà. “In serate come questa – dice soddisfatto a fine gara -, possiamo dare fastidio a chiunque. Il problema è che spesso prendiamo troppi gol, ma sapremo trovare l’equilibrio. Io partner ideale di uno come Tevez? Giocare nella Juve è il mio sogno, ma lì ci sono anche altri campioni. Come Llorente, che di sicuro si riprenderà. E’ normale che io pensi a un futuro a Torino, visto che mi seguono da tanto e che sono fortissimi. Ma qui, per ora, sto benissimo”.
SCORIE AZZURRE — La stagione di Zaza è un giro sulle montagne russe: inizia con un gol al Cagliari che gli spalanca le porte della Nazionale, passa per la rete da titolare in azzurro in Norvegia, s’inabissa in una tremenda siccità che né il campionato né l’Azerbaigian riescono a placare. E poi di nuovo su, nel match che vale il tutto esaurito al Mapei Stadium. “Ora devo continuare così e non avere cali di rendimento – promette l’eroe della serata -, mi aiuterà anche questo Sassuolo, che è più forte dell’anno scorso. Per fortuna sono uscito da un periodo di appannamento, in cui non segnavo ”. Una partita, quella del Mapei Stadium, in cui il bomber di Policoro ha fatto a sportellate con parecchi compagni di Nazionale: i tre centrali della Juve, Ogbonna-Bonucci-Caceres, ma anche Buffon, beffato da un doppio tiro scagliato dal cuore dell’area. E perfino Pirlo, che gli ha toccato un pallone da dietro mentre stava per calciarlo e lo ha fatto imbizzarrire, costandogli un giallo per proteste.
MACINIAMO CHILOMETRI — Più di Berardi, altro talento che i campioni d’Italia non vogliono far uscire dalla loro orbita, Zaza ha onorato il suo sabato reggiano con una gara fatta di corse a perdifiato, sponde, colpi acrobatici, tiri e rientri precipitosi in difesa, perché Di Francesco può permettersi il tridente solo in cambio di sacrifici degli attaccanti. Addirittura, dopo un controllo sbagliato in contropiede, Simone si è disperato mentre continuava a correre, allargandosi verso l’esterno invece di convergere… raro esempio di rammarico “live”, palla al piede. Non sarà sempre lucido davanti alla porta, ma si può essere indulgenti, soprattutto stasera. “Noi dobbiamo sempre giocare all’attacco, perché è quella la nostra forza. Se non osi, non vinci mai”. E neanche pareggi, se l’avversario è la Juve.
La Gazzetta dello Sport