Salvini: Silvio parla, io invece decido

Prima sessione plenaria del Parlamento Europeo

«Se non ci fosse la Lega la sinistra starebbe all’80%. Solo la Lega riesce a riempire le piazze di gente e di idee». Parole e pensiero di Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio, a una settimana esatta dalla manifestazione dell’8 novembre a Bologna, fa con Il Tempo il punto della situazione su centrodestra ed elezioni amministrative.

Salvini, come si sente a una settimana dalla manifestazione per liberare l’Italia da Renzi?«In piena forma! Ancora una volta è la Lega a darsi da fare, a chiamare a raccolta il centrodestra, a riempire le piazze di gente, di idee e di contenuti. Renzi continui a preoccuparsi di riempire i salotti…».

Berlusconi ha detto che lei è più simpatico di come appare.«Lo prendo come un complimento. In tv spesso mi fanno arrabbiare. A tavola o in salotto il clima è più disteso».

Il Cav ha anche detto che lei spesso fa fughe in avanti, per questo sarà a Bologna, per non lasciarla sola. Un complimento anche questo?«Per fortuna che c’è la Lega a fare fughe in avanti su immigrazione, lavoro, flat tax, legge Fornero, euro, Europa, Merkel, sicurezza. Per fortuna che c’è la Lega, altrimenti la sinistra starebbe all’80%».

Insisto sul suo rapporto con Forza Italia e Silvio Berlusconi. In primavera si voterà per le amministrative e l’ex premier ha detto di averle proposto un candidato per Milano, un nome perfetto su cui lei avrebbe dato il via libera e che verrà presentato a breve. È vero?«No. Sto leggendo in questi giorni i nomi più disparati. Rispondo per Milano, ma lo stesso discorso vale per Roma. Leggo nomi di persone con cui non ho mai parlato e che non ho mai incontrato. Aspetto di potermi confrontare con loro, di conoscere quali sono i loro programmi, i loro progetti, le loro idee per la città. Solo dopo potrò prendere decisioni. Io, sia su Milano che su Roma, non ho mai detto né sì né no su alcun candidato».

Quindi non ha mai detto ok neanche su Alfio Marchini, sul quale c’è il veto di Giorgia Meloni che ha chiarito che Fratelli d’Italia non lo sosterrà mai.«La Lega, come primo partito del centrodestra, ha il dovere e l’ambizione di dialogare con tutti per costruire un progetto vincente tenendo, se possibile, tutti dentro. Vedremo se ci sono le condizioni per farlo».

A Bologna sarete lei, Berlusconi e Meloni. Senza sigle di partito sul palco.«Esatto. Lo slogan sarà “Liberiamoci e ripartiamo” e non ci saranno simboli di partito, anche se in piazza ci saranno centinaia di migliaia di bandiere».

Raffaele Fitto non verrà e ha organizzato un proprio evento al Teatro Olimpico di Roma proprio l’8 novembre.«Auguri. Chi litiga ha sempre torto. La sinistra per anni ha tenuto insieme tutto e il contrario di tutto creando disastri. Se qualcuno organizza piazze con riciclati amen».

Perché CasaPound non aderirà alla sua manifestazione?«Lo chieda a loro».

Qualcuno dei suoi ha detto: “Se vengono bene altrimenti pazienza”. Ma con CasaPound avete fatto un pezzo di strada insieme.«È vero. E per questo mi sono preso insulti da sinistra e da destra. Ma davvero in questo caso non ho capito qual è il problema. Se la sono presa perché ho invitato Berlusconi e Meloni? In questo momento bisogna saper fare squadra. Non inseguo nessuno».

Chi parlerà per Noi con Salvini, oltre a lei naturalmente?«Non c’è ancora una scaletta. Parleremo io, Berlusconi e Meloni. Poi tutta gente comune: poliziotti, benzinai, commercianti».

Deluso che dal Sud siano stati organizzati, al momento, solo sei pullman.«Ma no. Da Roma e dal Lazio, ad esempio, verranno tutti in treno. E così anche da Milano e dal Sud, perché, per motivi di ordine pubblico, il punto di raccolta sarà la stazione».

I centri sociali faranno l’ennesima contromanifestazione.«Qualche zecca anarchica ci sarà… Avranno a disposizione una buona fetta di città e mi auguro manifestino pacificamente senza arrecare danni a persone o cose».

Lei un anno fa, l’8 novembre 2014, ci ha rimesso il lunotto della sua auto…«È vero, giusto un anno fa. Ma la data della manifestazione di domenica non l’ho scelta apposta, è casuale. Per quei fatti ci sono venti indagati e mi auguro che qualcuno paghi. In un Paese normale se distruggi una macchina paghi, ma siamo in Italia…».

È appena tornato dal Marocco. È andata davvero così bene come si dice?«È andata benissimo. Sono stato accolto bene perché loro hanno le nostre stesse priorità: contrallare i flussi migratori. Il Marocco sta crescendo, cresce del 5% ogni anno, cinque volte l’Italia. Mi stupisce che nessuno del nostro governo sia andato lì. Marrakech è molto più sicura di Roma, sono all’avanguardia nel contrasto al fanatismo islamico. In Italia ci sono 700mila marocchini che fanno ciò che vogliono e che nel loro Paese non tornerebbero mai perché lì la galera se la farebbero, non come da noi».

A proposito, secondo Berlusconi lei gli avrebbe proposto di creare 40mila case prefabbricate, come quelle di New Town a L’Aquila, da destinare ai nomadi.«Mai nella vita! Le casette diamole ai terremotati e agli italiani senza casa. I rom si paghino il mutuo, l’affitto oppure se ne vadano e tornino da dove sono venuti».

Il Tempo