Roma, zona a luci rosse esperimento all’Eur Ma è subito polemica

Prati Fiscali - rogo delle prostitute con i rifiuti (2)-2-2

ROMA – Gli sguardi si incrociano alla fermata del bus 780 di viale Tupini, zona sud di Roma: lei è una ragazzina appena uscita di scuola, l’altra è poco più grande, indossa abiti succinti. A separarle un’onda di malinconia per quei destini così diversi. Poco distante uno degli sfruttatori, così abituati a frequentare la zona che ormai salutano i residenti. Fotografia di un degrado che ogni giorno va in scena nel quartiere Eur della capitale, una delle zone residenziali della città: in 23 strade si concentra il 50 per cento del fenomeno della prostituzione dell’intero IX municipio che ospita oltre 170 mila abitanti. «L’Eur verrà liberato da questo fenomeno orribile». Ad assicurarlo è Andrea Santoro, il mini sindaco che gioca la carta del quartiere a luci rosse: strade (si parla di almeno tre vie) dove sarà tollerata la prostituzione. «Un progetto – dice – con un intento sociale, per contrastare il fenomeno dello sfruttamento». Progetto già attivo da anni a Mestre, ad esempio. Al di fuori delle red lights, scatteranno multe da 500 euro che verranno direttamente notificate a casa del cliente, cercando così di scoraggiare il fenomeno. Già a novembre Santoro aveva lanciato l’idea del cosiddetto «zoning» modello Amsterdam. Ieri il presidente del municipio ha ottenuto il «placet» dell’assessore al Sociale del Campidoglio Francesca Danese dopo un vertice definito «costruttivo». Soddisfatto anche l’assessore alle Pari opportunità Alessandra Cattoi. Le vie dove i clienti potranno avvicinare le prostitute e allontanarsi con loro, saranno presidiate da unità di strada: sono previsti controlli sanitari sulle ragazze, distribuzione di preservativi e impegno nella lotta allo sfruttamento da parte dei cosiddetti protettori. Solo in quelle strade del municipio si potranno avvicinare le prostitute. Nel resto del territorio scatteranno le multe prescritte in un’ordinanza del sindaco Ignazio Marino che aveva già aperto all’ipotesi di zoning a maggio. Il costo del progetto è di 5 mila euro al mese per sostenere le unità di strada, «costi – dice Santoro – sostenuti in parte dal municipio, in parte dal Campidoglio».
MULTA A CASA
L’ordinanza, già redatta in parte, parla chiaro: «È vietato intrattenersi e richiedere informazioni finalizzate a concordare prestazioni sessuali con persone che con atti non equivoci offrono prestazioni sessuali». Se il cliente verrà pizzicato ad avvicinarsi a una prostituta al di fuori del quartiere a luci rosse, un agente chiederà i documenti e stilerà la multa da 500 euro che poi verrà notificata a casa. «In realtà l’Eur è già un quartiere a luci rosse, tanto vale regolamentarlo, è il male minore» dice Paolo Lampariello di ”Ripartiamo dall’Eur” che il 21 novembre ha organizzato una manifestazione di protesta contro il degrado: 700 i residenti scesi in piazza. Il toto-strade nel quartiere in subbuglio (i residenti sono divisi) è già partito da tempo, ma dal Municipio assicurano: «Le vie lontane da abitazione, ma non in campagna, verranno decise insieme a Campidoglio e Prefettura». E scoppiano le polemiche bipartisan. Il senatore Stefano Pedica (Pd), parla di «ghetti a luci rosse», il vice capogruppo di Fi in Campidoglio, Dario Rossin, sottolinea il «degrado umano e sociale», Fabrizio Ghera capogruppo di Fdi-An parla di «idea illegale».

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