Rio 2016, Bolt tris d’oro nei 100 metri: “Ancora 2 medaglie e sono immortale”

Usain Bolt

Settimo oro olimpico e un’altra falcata verso il mito. Anzi, verso l’immortalità. Usain Bolt beffa ancora Justin Gatlin e si conferma come il re della velocità. Da Pechino a Londra fino a Rio: i 100 metri ai Giochi hanno lo stesso padrone. Da quando il 29enne di Kingston è diventato un fulmine, nessuno lo ha mai battuto sul palcoscenico olimpico. “Qualcuno ha detto che posso diventare immortale. Altre due medaglie e poi posso firmare: immortale”, ha detto il giamaicano, che a Rio punta a una storica ‘tripla tripla’ dopo i successi su 100, 200 e 4×100 metri a Pechino e Londra.

Niente da fare, nemmeno stavolta, per lo statunitense Gatlin, che a 34 anni si giocava l’ultima chance per tornare sul trono nella gara regina dell’atletica a distanza di 12 anni dal successo di Atene. Lo sprinter americano, fischiato dal pubblico dello stadio Engenhao dopo le polemiche sul suo passato da dopato, incassa la seconda bruciante sconfitta contro il suo eterno rivale. Ai Mondiali di Pechino dello scorso anno, l’oro gli era sfuggito per un solo centesimo. A Rio, la sconfitta è stata più netta.

Bolt, che in batteria non aveva impressionato, in semifinale ha mandato un primo messaggio di forza: 9”86 senza forzare, otto centesimi più veloce di Gatlin, e avanti con il miglior tempo. Le gerarchie non sono cambiate in una finale che ripaga solo in parte le attese: 9”81 per il giamaicano,  9”89 per lo statunitense che deve quindi accontentarsi della medaglia d’argento davanti al canadese Andre de Grasse (9”91). Tempi molto lontani da quelli di Londra, dove Bolt aveva trionfato in 9”63, ma al giamaicano basta e avanza per salire sul gradino più alto del podio.

“E’ stata una finale brillante – ha detto Bolt – Non sono andato così veloce, ma sono felice di aver vinto. Vi avevo detto che lo avrei fatto”. Bolt, che ha confermato la sua volontà di ritirarsi alla fine di queste Olimpiadi (“Ho vinto tutto quello che volevo vincere. Questi sono i miei ultimi Giochi”), ha poi commentato i fischi a Gatlin prima della gara: “E’ la prima volta che entro in uno stadio e sento il pubblico fischiare, è una cosa che mi ha sorpreso”.

Sulla sconfitta, lo statunitense ha poco da dire: “Lavoriamo tutto l’anno per questi 9 secondi. A 34 anni, correre con questi atleti più giovani ed essere ancora sul podio mi va bene”. Il duello fra i due, salvo colpi di scena nei turni preliminari, si ripeterà giovedì nella finale dei 200 metri e il giorno successivo nella 4×100. Per Bolt, è l’appuntamento con la storia.

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