Renzi: «Lotta a chi evade ma basta blitz»

MATTEO RENZI

ROMA «Vedrai, vedrai sull’evasione…». Matteo Renzi, con un tweet, ha aperto un nuovo fronte: la lotta all’evasione fiscale. L’altro è la «guerra senza quartiere alla burocrazia». E sono già molti giorni che, non senza un po’ di fiatone, i tecnici di Palazzo Chigi, dell’Economia e della Funzione pubblica rincorrono il premier cercando di mettere nero su bianco i piani d’intervento.
Le indicazioni di Renzi sono per un fisco «meno oppressivo e più cooperativo». Ma ugualmente capace di stanare gli evasori. «La lotta all’evasione non si fa con i blitz a Cortina o a Ponte Vecchio», teorizza il premier con i suoi, «ma con un investimento massiccio in information communication technology, con tanta innovazione».
Un approccio molto diverso, insomma, da quello di Attilio Befera, il capo dell’Agenzia delle entrate prossimo all’addio. Tant’è che Renzi è contrario anche a una stretta dell’uso del contante: «E’ macchinosa e poco utile, lavoriamo piuttosto sulle tecnologie e sul digitale».
Il primo provvedimento sarà l’accelerazione della fattura elettronica, dal 6 giugno obbligatoria per ministeri, agenzie fiscali ed enti di previdenza. Renzi ha chiesto di predisporre le norme per rendere la e.fattura applicabile «il prima possibile» anche al settore privato: tra qualche mese chiunque venda beni o fornisca servizi dovrà digitare sul proprio computer, collegato all’Agenzia delle entrate, l’importo dell’operazione. «In questo modo», sostengono a Palazzo Chigi, «sarà molto più difficile evadere».
Più lenta «ma inarrestabile» scatterà anche la lotta alla burocrazia. «Finora stiamo fronteggiando l’emergenza, procedendo a tagli e alla riduzione delle retribuzioni dei dirigenti», dice uno stretto collaboratore di Renzi, «ma il nostro scopo è quello di riorganizzare in radice la struttura amministrativa dello Stato, per renderla più efficiente e non più un freno per aziende o una croce per i cittadini».
La giornata del premier ieri è cominciata molto presto. Alle 6 e 29 del mattino ha lanciato il suo primo tweet: «Il Documento economico finanziario mantiene tutti gli impegni che avevamo preso, alla faccia dei gufi. Inizia a pagare chi non ha mai pagato». E visto che c’era ha rispedito al mittente la fosca previsione di Stefano Fassina: «Una manovra correttiva? La escludo nel modo più categorico. Anche perché nelle previsioni del Def siamo stati molto rigorosi e prudenti. Anche troppo. Del resto, non mi aspetto brutte sorprese durante l’anno, ma positive».
E questo perché il premier è convinto che con il taglio delle tasse per 10 milioni di lavoratori dipendenti («80 euro al mese in un anno fanno una quattordicesima da mille euro») «ci sarà una ripresa dei consumi tale da spingere finalmente in su il Pil». Più su del modesto 0,8 per cento indicato nel Def? Lui ci rede.

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