Prandelli sorride: «Rossi sta bene»

Cesare Prandelli 1

Il dubbio è un omaggio alla speranza, quella di fare le scelte giuste per la lista ufficiale dei prossimi Mondiali: Cesare Prandelli sfoglia la margherita in attesa di trovare la soluzione migliore. I tre giorni di riposo concessi alla squadra dopo i lavori forzati serviranno al ct per soppesare, valutare e analizzare ogni singolo dettaglio che partorirà la scelta finale. Il dubbio più grande è legato a Cassano e Rossi, inizialmente in ballottaggio, oggi quasi complementari. L’attaccante della Fiorentina è un pupillo del tecnico, tanto che neanche il grave infortunio al ginocchio ha precluso al ragazzo del New Jersey la possibilità Mondiale.

Prandelli lo vuole nel gruppo, sa che può essere l’uomo in più. E poi, presentarsi in Brasile con un signor Rossi in squadra vorrebbe dire incutere timore in ricordo dei tempi andati. «L’ho portato per più motivi – ha affermato Prandelli – è un talento, è determinato e ha volontà, può essere un esempio. Non voglio mettergli troppa pressione, è nei 30, voglio capire se la sua condizione sia migliore». La condizione è migliorata, eccome. Tanto che anche il professor Castellacci – responsabile medico della nazionale – ha ribadito che la forma atletica del calciatore è buona. «Rossi sta bene – ha affermato – bisognerà vedere se i sovraccarichi nei prossimi giorni avranno risposte positive. Il parere finale spetta a Prandelli». Il ct sembra intenzionato a portarlo, altrimenti lo avrebbe lasciato a casa già da tempo, senza alimentare facili illusioni. Ma dall’altra parte c’è Cassano, più tirato che mai. Fantantonio non intende perdere l’ultimo aereo che porta ai Mondiali, soprattutto dopo una stagione da protagonista. Entro 9 giorni Prandelli dovrà dare una risposta.

Balotelli e Immobile sembrano avere già un posto assicurato sull’aereo per Manaus, Cerci è sulla buona strada nonostante l’errore dal dischetto contro la Fiorentina che ha segnato negativamente la stagione del Torino. In questa virtuale corsa alla convocazione – al momento – sembrano più staccati il romanista Destro e il napoletano Insigne. Al giallorosso di certo non ha giovato la lunga squalifica che lo ha condizionato dal punto di vista atletico. Insigne, per stessa ammissione del ct, sarebbe l’alternativa al laziale Candreva che ha il vantaggio di essere più duttile, più prestante fisicamente oltre ad aver disputato una stagione da incorniciare.

Mentre l’Uruguay – avversario dell’Italia nel girone – deve affrontare il problema Suarez, operato al menisco («Ma in Brasile ci sarò», ha giurato l’attaccante), ieri controllo antidoping a sorpresa per sei azzurri da parte dei medici del Coni. La nazionale si ritroverà a Coverciano domenica sera: di lì in avanti si farà sul serio.

IL TEMPO