Poletti, “ora di lavoro non sia unico paramentro per contratti”

Giuliano Poletti

“L’ora-lavoro non puo’ essere l’unico parametro per misurare il rapporto tra lavoratore e opera realizzata viste le novita’ che avanzano nel mondo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro Giuliano Poletti parlando ad un convegno sulla cooperazione a Fagagna (Udine).
“La posizione del governo sui contratti – ha precisato – e’ arcinota. Abbiamo detto che le preferiamo che le parti sociali si confrontino e arrivino ad un intesa sulla materia che e’ tipica delle parti stesse. E una idea ha precisato che abbiamo sempre avuto e che non abbiamo assolutamente cambiato. Oggi ci affidiamo all accordo tra le parti sociali. Se passa troppo tempo rifletteremo su che cosa fare. Ma in questo momento la scelta prioritaria e’ quella che le parti cerchino e trovino, se ce la fanno, e io mi auguro proprio di si’, un accordo”. “Guardando al futuro e anche all’oggi del lavoro continuo a pensare che abbiamo nuovi lavori, nuove tecnologie che ci permettono di lavorare non in un determinato luogo, ma in situazioni che sono le piu’ diverse. Insomma abbiamo elementi nuovi che non si riescono a condensare in un unico parametro che e’ l’ora di lavoro”. Per Poletti “la valutazione oraria c’e’ e io ho solo detto non consideriamo questa l’unico metro attraverso il quale si puo’ misurare la relazione tra una persona e l’opera”. “Del resto – ha spiegato – ho parlato a una universita’, a dei ricercatori. In giro per il mondo ci sono strumenti che aiutano a rendere piu’ stretta la relazione tra il lavoratore e il lavoro che fa e guardando avanti questa e’ una cosa che bisogna fare. E questo non e’ un attentato ai diritti, figuriamoci. E’ invece uno sforzo che va fatto per interpretare tutto quello che di nuovo arriva. Salvaguardare le tutele storiche va bene ed e’ del tutto legittimo – ha concluso Poletti – ma non puo’ diventare la ragione per la quale non vediamo cio’ che cambia e non ci preoccupiamo di costruire strumenti adatti anche a queste novita’”.

AGI