Pioli, l’ora della verità

Pioli

Il tempo delle prove è finito. La Lazio torna in campo oggi per preparare la sfida di Firenze, scontro diretto per l’Europa in programma domenica alle 12.30. La sosta ha aiutato Pioli svuotando l’infermeria – Radu e Gonzalez sono arruolabili, Biglia farà un provino importante oggi e anche Cataldi è vicino al rientro – ma ora serve un cambio di marcia.

L’avvio della Lazio è stato addirittura peggiore della passata stagione: nelle prime 6 gare Petkovic raccolse 10 punti battendo Udinese, Chievo e Catania, pareggiando sul campo del Sassuolo e perdendo contro Roma e Juventus; Pioli finora ha superato Cesena e Sassuolo, ha espugnato Palermo ma collezionato anche tre sconfitte con Milan, Genoa e Udinese.

Il paragone è impietoso ma il contesto è diverso. Il mercato 2013 aveva portato quasi solo delusioni – da Novaretti e Perea fino ad Anderson, mentre Biglia faticava ad inserirsi – e il rapporto tra la Lazio e Petkovic, corteggiato dalla Svizzera, già scricchiolava: immaginare repentini risvegli era dunque complicato. Quest’anno, invece, la rivoluzione avviata da Lotito ha dato anche buone risposte: da Basta a De Vrij (in crescita dopo l’avvio choc col Milan) fino a Djordjevic aspettando il vero Parolo, comunque 2 volte a segno, la nuova Lazio ha perso Gentiletti ma può contare su quattro nuovi titolari.

Anche per colpa della sfortunata domenica di Marassi, però, Pioli non ha ancora trovato il giusto equilibrio. Quando la strada del 4-3-3, dell’aggressività e del pressing alto sembrava dare le prime risposte, l’ex tecnico del Bologna ha dovuto accantonare l’ambizioso progetto per correggere la classifica deficitaria. Ora, allontanata la zona retrocessione, Pioli deve però restituire le sicurezze perdute. Col 4-2-3-1 la Lazio ha vinto due partite malgrado le antiche, preoccupanti lacune difensive.

Per questo, rifiutata finora la rivoluzionaria difesa a tre, il tecnico biancoceleste sta studiando l’assetto migliore. Il rientro di Biglia lo aiuterà, ma il problema principale è trovare il giusto compagno per De Vrij. A Firenze, senza lo squalificato Cana, potrebbe esserci l’ex sgradito Ciani, favorito su Novaretti e soprattutto sull’eclettico Radu, il cui spostamento al centro per ora è rimasto sulla carta. L’importante, però, è fare in fretta: Juve e Roma a parte, nelle prime sei gare le altre candidate per l’Europa hanno lasciato per strada diversi punti. E dopo la gara del Franchi la Lazio ha un calendario in discesa fino alla prossima sosta (Torino, Verona, Cagliari ed Empoli): per Pioli è già l’ora della verità.

 

IL TEMPO