Pallotta «calma» la Roma

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Allenatore in bilico? No, fino a prova contraria. Anzi, al momento sussistono tutte le condizioni perché Garcia concluda la stagione sulla panchina della Roma, rimandando a giugno le valutazioni del caso.

Non ha portato alcuno scossone l’arrivo di Pallotta, impegnato in riunioni, cene e chiacchierate di routine. Ha incontrato i dirigenti (Baldissoni, Zanzi e il «fido» Zecca) domenica sera, ieri si è aggiunta a tavola la «consigliera» Navarra dopo i meeting nell’hotel del presidente in centro.

Garcia assente in entrambe le cene, idem Sabatini ma il diesse ha parlato più volte con Pallotta in queste settimane e lo farà nei prossimi giorni a Trigoria insieme all’allenatore, in attesa di tentare qualche aggiustamento sul mercato. Sì, perché mentre da più parti si chiede la «testa» di Garcia, la società sta invece puntando il dito sulla squadra. L’assenza di carattere, rabbia agonistica, leader etc. non è stata compensata dai nuovi acquisti (vedi Dzeko) e per l’ennesima volta, a Torino come a Bologna o a Leverkusen, la squadra ha giocato col terrore addosso gli ultimi minuti, buttando al vento una vittoria acquisita con tanta fatica. Lo zampino di Damato è innegabile, ma la Roma deve pensare ai suoi errori come ammesso da Garcia. Subito dopo la gara dell’Olimpico torinese i dirigenti hanno rimproverato a brutto muso Florenzi, reo di essersi fermato, col pallone in gioco, per un tocco sbagliato di Iturbe. E, come se non bastasse, protagonista subito dopo di una discussione prolungata con Acquah. L’esterno di Vitinia, promotore della cena della squadra la mercoledì scorso, ha chiesto scusa a Iturbe nello spogliatoio, ma la scenata in campo resta e dà l’immagine di una Roma che ha perso certezze e si è innervosita. Per questo Sabatini & Co. ora chiedono a Garcia di essere più duro con i giocatori. Il tecnico ha parlato al gruppo ieri, dopo aver analizzato la partita di Torino col diesse.

Dal mercato dovrebbero arrivare un centrale di difesa (probabilmente un giovane) e un attaccante esterno, a patto di trovare una sistemazione a Iturbe inPRESTITO e di concludere la cessione definitiva di Doumbia in Cina, Russia o Inghilterra.

Pallotta continua a fidarsi del management e a giorni ufficializzerà il nuovo ruolo di Bruno Conti nell’area tecnica. Certo, il presidente è molto deluso e arrabbiato per i risultati come ha detto lui stesso domenica sera. La Roma sembra essersi sciolta dopo il derby e l’ultima sosta, si ritrova a 5 punti dall’Inter capolista, a 4 da una Fiorentina col budget largamente inferiore e ha paradossalmente guadagnato un punto sul Napoli prossimo avversario in campionato al San Paolo. Intanto la Juve è arrivata a -1.

L’occasione per ritrovare stimoli e serenità si presenta già mercoledì: col Bate Borisov in ballo gli ottavi di Champions e circa 13 milioni tra premi e diritti tv. La Roma dovrà giocare ancora senza l’appoggio della curva, una questione che Pallotta analizzerà con il commissario Tronca e non con Gabrielli, troppo impegnato su altri tavoli: tra domani e mercoledì in Campidoglio il presidente conoscerà il sindaco reggente, che sul problema dei controlli troppo serrati all’Olimpico non vuole però intervenire. E, se sarà pronto, Pallotta consegnerà al Comune il dossier definitivo del nuovo stadio da girare poi in Regione.

Il Tempo