No tav, assolto Erri De Luca. “Trionfa la liberta’ d’espressione”

ERRI DE LUCA

“Il fatto non sussiste”, con questa formula il Tribunale di Torino ha assolto lo scrittore Erri De Luca dall’accusa di istigazione a delinquere che gli era stata contestata per alcune frasi sui sabotaggi della Tav rilasciate alla stampa. Concetto ribadito dallo scrittore anche stamattina in aula prima che il giudice Immacolata Iadeluca si ritirasse per decidere. “Mi sono trovato in una lunga sala d’attesa, adesso e’ finita”, e’ stato il primo commento di De Luca dopo la sentenza.

“Rimane -ha proseguito- la grande solidarieta’ delle persone che mi hanno sostenuto in Italia e in Francia. In Francia, addirittura, a tutti i piu’ alti livelli istituzionali. Questo tribunale era un avamposto affacciato sul presente prossimo del nostro Paese”, ha commentato ancora De Luca, secondo cui “l’assoluzione mi ribadisce il vigore dell’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la piu’ ampia liberta’ di espressione ai cittadini”.

In una nota la Telt (Tunnel Euralpin Lyon Turin), societa’ italo-francese subentrata ad LTF nel febbraio 2015, ereditando con le opere anche il processo di Erri De Luca, ha comunicato che “si attiene al rigoroso rispetto degli atti della magistratura, astenendosi da commenti”.

Non cosi’ la politica.
Se il movimento 5 stelle parla di “sentenza di buon senso”, la Lega Nord, con il consigliere regionale del Piemonte, Alessandro Benvenuto, sottolinea che “il sabotaggio era e rimane grave, soprattutto quando praticato da un movimento come quello dei No Tav, le cui azioni sono spesso violente”.

Per il senatore Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama, “l’assoluzione di Erri De Luca e’ la migliore risposta all’enormita’ dei paragoni ripetuti in aula dallo scrittore. L’Italia del 2015 – prosegue l’esponente della maggioranza Dem – non e’ l’impero coloniale inglese e neanche il regime dell’apartheid del Sud Africa. Insomma De Luca non e’ in nessun modo paragonabile a Gandhi”.

Prima che il giudice entrate in camera di consiglio, De Luca aveva ribadito il suo pensiero sulla Tav: “Se quello che ho detto e’ reato continuero’ a dirlo e ripeterlo. Il termine sabotare ha un significato nobile, lo hanno utilizzato anche Mandela e Gandhi. La Tav va ostacolata, impedita e intralciata, quindi sabotata per la legittima difesa della salute, del suolo, dell’aria e dell’acqua di una comunita’ minacciata”.

“Gli scrittori che non hanno firmato il mio sostegno sono degli assenti e si notano. Si sono presi la responsabilita’ della loro assenza”, aveva sottolineato ancora lo scrittore, che aveva concluso: “La societa’ civile, a cominciare dai miei lettori, mi ha invece sostenuto fin dall’inizio con centinaia di letture pubbliche che ho archiviato. Loro non mi hanno mai abbandonato”.

AGI