Niente posto in ospedale, muore neonata

AMBULANZA 1

Non trovare posto in ospedale e morire in ambulanza, a oltre 100 chilometri di distanza dal luogo dove era nata da circa tre ore. È stato il tragico destino della piccola Nicole, venuta al mondo in una clinica privata di Catania l’altra notte, a conclusione di una gestazione regolare e un parto andato secondo i piani previsti. Ma la festa, in casa della sua famiglia, una giovane coppia alla loro prima figlia, dura poco. La neonata ha una crisi respiratoria, dopo il taglio del cordone ombelicale. Scatta l’emergenza nella casa di cura Gibiino: la piccola viene stabilizzata, ma le sue condizioni appaiono subito gravi e così è necessario il ricovero urgente in un’unità di terapia intensiva neonatale (Utin). Ma a Catania non c’è posto. Tutte le 35 culle sono occupate. Il coordinamento del 118 trova quella più vicina a Ragusa, con una stima di percorrenza per un’ambulanza di poco meno di due ore. La piccola non ce la fa e muore durante il viaggio.
LE INCHIESTE

Sull’episodio la Procura di Catania e quella di Ragusa hanno aperto due inchieste mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una telefonata al governatore della Sicilia Rosario Crocetta, ha espresso «incredulità e dispiacere» per la morte della neonata. Crocetta ha poi commentato: «Pugno duro con i responsabili». Secondo una prima ricostruzione, i medici si sono accorti subito della gravità del quadro clinico della bambina e hanno contattato le Unità di trattamento intensivo neonatale (Utin) di Catania per trasferirla. Ma negli catanesi dove è presente la Terapia intensiva pediatrica non c’era un posto. Si sono quindi rivolti al 118 che ne trova uno nell’ospedale Paternò-Arezzo. La clinica ha quindi provveduto, con un’ambulanza privata, al trasporto della neonata, ma prima dell’alba, vicino a Ragusa la piccola ha avuto una violenta crisi. I sanitari a bordo dell’ambulanza hanno tentato di rianimarla, ma non c’è stato nulla da fare. Intanto a Catania, dopo la denuncia di familiari ai carabinieri, la Procura ha disposto il sequestro della cartella clinica nella casa di cura. La dirigente dell’Utin dell’ospedale Garibaldi-Nesina di Catania, Agata Motta, scossa per quanto accaduto, ha sottolineato: «I posti nelle Utin a Catania sono meno di quelli necessari. Abbiamo ricevuto la chiamata del 118, ma il reparto era pieno. A Catania sono ufficialmente 35, distribuiti in 4 ospedali, i posti nelle Utin, due delle quali sono senza primari». Sconvolti anche i sanitari della clinica, Gibiino di Catania che hanno spiegato: «Solo dopo numerosi e vani tentativi, in seguito a svariate e reiterate richieste rivolte al 118, preso atto che l’unica Utin era all’ospedale di Ragusa, con un’ambulanza attrezzata privata si è trasferita la neonata».
LE REAZIONI

Sulla tragedia si è mosso il governo. «Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi», annuncia il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, esprimendo «profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti». L’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino, furiosa, ha annunciato anche lei una ispezione: «E’ vergognoso che non si riesca a trovare un posto per una neonata. Verificherò come sono andate le cose senza guardare in faccia nessuno». Addolorato pure il sindaco di Catania Enzo Bianco: «Non possiamo permettere che si verifichino simili tragedie. Non si può giocare con delle vite umane». Distrutti i parenti della piccola. «È inconcepibile, quello che è successo, è inconcepibile», dice Giusi, la nonna paterna della piccola Nicole. La donna avanza il sospetto che «si sia perso del tempo prezioso. Forse i medici non si sono accorti che stava male e per questo non hanno accelerato». E ora la famiglia della piccola chiede «giustizia e di sapere se c’è stata negligenza. Lo vogliamo, ne abbiamo il diritto».

Il Messaggero