Mou e l’ossessione del tris Ibra e la solita maledizione

MOURINHO

Quando Mou perde sai gia chi è il colpevole. Accadde dopo una batosta con la Sampdoria e allora il portoghese spiegò che con certi calciatori all’Inter non si poteva fare di più. È riaccaduto a Parigi, in Champions league, sconfitta del Chelsea 3 a 1: «Io non ho Ibrahimovic, non ho Cavani, non ho Falcao, non ho grandi cannonieri e in coppa non si va avanti». In verità anche nell’ultima giornata di campionato il Chelsea le aveva buscate: non da Ibra, Falcao e Cavani ma dal Crystal Palace che è già un miracolo che giochi in Premier League. Ma le cose del calcio vanno lette e ascoltate per quelle che sono. Dunque Mourinho manda a dire al suo datore di lavoro, Roman Abramovich, di provvedere alla bisogna, di far circolare la sterlina, quasi che il russo abbia avuto le vipere in tasca nelle ultime sessioni di mercato. Vogliamo fare un elenco delle spese londinesi? Matic 25 milioni di euro, Salah 13.200.000, Zouma 14 milioni, Atsu (dal Porto, che strano) 4.100.000, Willian 35 milioni dall’Anzhi, Shurrle 22 milioni dal Bayer Leverkusen, Perica 2 milioni e mezzo. Totale 115 milioni, vi sembra roba da avari? Non ho aggiunto all’elenco Eto’o che era svincolato ma «la terza età», stando alle parole intercettate del portoghese, non ha pesato sulle uscite.

Il fatto è che Mourinho muore dalla voglia di arrivare alla finale di Champions e di alzare la coppa, primo e unico allenatore al mondo a vincere il torneo alla guida di tre squadre diverse. Ma, per il momento almeno, il sogno è rimasto sotto il cuscino per colpa di due argentini e di un autogol brasiliano. Il gol di Lavezzi ha eccitato il popolo di Baires, la vendetta delle Malvinas contro i perfidi inglesi delle Falkland. Dunque è un momento difficile per il grande Josè che anche in Premier deve fare i conti con altre rivali e concorrenti ma, stando ai rumors di giornali e siti britannici, dovrà controllare la situazione del proprio spogliatoio. Le critiche di mercoledì notte agli attaccanti potrebbero aver scoperto i fili di Torres, Eto’o, Oscar, Hazard tutta gente pagata per fare gol e che, secondo l’allenatore, non è all’altezza dei succitati fuoriclasse. E per fortuna di Josè uno di questi, Ibra, al ritorno non ci sarà: lo svedese, anche lui alle prese con l’incubo Champions, ha subito un infortunio muscolare, salterà sicuramente il ritorno a Stamford Brindge e potrebbe tornare disponibile per il Psg solo nella eventuale seconda semifinale.

Non è da trascurare, inoltre, la coincidenza che nella stessa serata della beffa di Parigi, il Real Madrid di Ancelotti si sia vendicato con il Borussia di Dortmund dell’umiliazione subita l’anno scorso, quando per l’appunto in panchina spagnola era seduto Mourinho. Dettagli, asterischi ma che, conoscendo l’ego del portoghese, accentuano la sua stizza. Non è un gran momento per gli inglesi, comunque. Il Bayern di Monaco ha deciso di vietare accrediti e accessi ai campi di allenamento agli inviati del Sun e del Mirror, responsabili, secondo i bavaresi, di insinuazioni e volgarità sulla tendenze sessuali di alcuni giocatori di Guardiola. Per fortuna la regina Elisabetta è andata in visita dal Papa, argentino pure lui.

IL GIORNALE